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GLI UOMINI VUOTI

Idea: 3/5 Trama: 2/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: THE HOLLOW MAN
Autore: Dan Simmons
Anno: 1992
Genere: Innerspace SF
Edizione: Mondadori – Urania n.1529

 

 

Commento:
Il romanzo è basato su due concetti di base: da un lato il fenomeno della telepatia, dall'altro l'interpretazione dei "molti mondi" della meccanica quantistica. Entrambi non sono una novità nella fantascienza, basti pensare, per il primo, a Morire Dentro di Silverberg, ma certamente innovativo è il ponte che l'autore costruisce tra i due.
Se nell'opera di Silverberg il protagonista deve fare i conti il progressivo indebolimento dei suoi poteri, quello del romanzo di Simmons, Jeremy, si ritrova solo e abbandonato dopo la morte della moglie, Gail, con la quale condivideva il dono della telepatia. Questa affinità costituiva la base di un legame che non ha paragoni con nessun'altra relazione umana, una comunione di spirito basata sulla condivisione quotidiana di ogni esperienza, di ogni ricordo, dolore, rimorso o gioia. Venuta meno Gail, Jeremy si è ritrovato privo di quello scudo che gli permetteva di isolarsi dal rumore telepatico incessante dell'umanità che lo circonda, con i dolori, i rancori, le invidie, le vendette, i sordidi segreti di ogni invidivuo.
La narrazione avviene su due piani temporali: le vicessitudini di Jeremy dopo il lutto sono intervallate da una serie continua di flashback che raccontano la sua storia con Gail, soffermandosi in particolare sulla grande scoperta che il protagonista, matematico di professione, compie sullo studio della mente umana e del fenomeno unico che lo accumuna alla moglie. Con un linguaggio un po' criptico e oscuro che si rifà continuamente a concetti della fisica moderna, l'autore per bocca di Jeremy descrive un'interpretazione rivoluzionaria della natura del mondo e della coscienza umana.
Sicuramente interessante sul piano dei contenuti, l'opera perde punti sull'intreccio. La trama è infatti balbettante in più punti, con diversi paragrafi o personaggi che sembrano essere avulsi dal contesto generale e un finale che, personalmente, lascia il lettore un po' insoddisfatto. Ciò detto, l'autore riesce a rendere in maniera mirabile gli stati emotivi dei personaggi, a rendere palpabile il legame unico che Jeremy e Gail condividevano, raggiungendo vette liriche sicuramente di alto livello. Non mancano neanche scene per stomaci forti, efferate o crudeli, come la tristissima storia di Robby, un bambino cieco e muto, vittima dei più atroci maltrattamenti e che rivestirà un ruolo inaspettato. Nel complesso, lettura comunque consigliata, in particolare ovviamente agli amanti della Fantascienza più introspettiva.