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MONDO9

Idea: 4/5 Trama: 2/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: MONDO9
Autore: Dario Tonani
Anno: 2012
Genere: Cyberpunk
Edizione: DelosBooks – Odissea n.58

 

Commento:
Mondo9 è un pianeta di grandi e feroci deserti assolati, la cui sabbia è veleno mortale, e oceani dove galleggiano cumuli di pericolosi rifiuti viventi. In un passato che l'autore accenna soltanto, mostruose navi sono state forgiate per solcare questi mari immensi di sabbia, titanici veicoli con enormi ruote in grado di adattarsi ad ogni ostacolo senza mai fermarsi perchè uno stop vorebbe dire la morte.
Questi esseri di metallo non sono però semplici macchine. Sono organismi viventi, con tubi e olio per vene e sangue, dotati di una propria cieca volontà. Creati per combattere una guerra dalle ragioni ormai dimenticate, vagano famelici per i deserti di Mondo9 dove hanno stretto una strana alleanza con gli uccelli che popolano i cieli del pianeta, dando così vita a inquietanti e orrifiche chimere dalla doppia natura organica e meccanica. Sono universi in miniatura, veri e propri mondi infernali in cui un uomo può rimanere prigioniero per tutta una vita e forse anche di più...
Il romanzo è costruito in realtà dalla fusione di quattro racconti indipendenti, intervallati da alcuni brevi "Interludi", che dovrebbero legare tra loro gli episodi e dare unità all'opera. Purtroppo la buona intenzione non trova piena realizzazione. L'opera soffre infatti per la sua frammentarietà che per lunghi tratti lascia il lettore abbandonato al corso degli eventi narrati senza un contesto, uno scenario solido cui agganciarli. Se molti autori esagerano nel descrivere maniacalmente storia e dettagli anche superflui dei mondi in cui ambientano le loro vicende, in Mondo9 il rischio è esattamente l'opposto: quello di ritrovarsi disorientati. Per queste ragioni l'intreccio risulta a tratti inevitabilmente confuso; soltanto nel finale il lettore è in grado di sciogliere i nodi, riaggianciare i tanti fili della narrazione e ricostruirne il tessuto.
Potente è invece la carica originale e innovativa della creazione di Mondo9. La commistione tra organico e meccanico (che mi ha ricordato per certi versi Perdido Street Station di Mieville) sforna una sequela di immagini al limite del grottesco o dell'orrifico in possesso di una fortissima carica suggestiva e rimarrà sicuramente impresso nel lettore il terrorizzante pensiero di un inferno artificiale che imprigiona, utilizza e ricicla corpo e mente umani.
In conclusione, Mondo9 è una lettura affascinante, con contenuti e toni fortemente innovativi anche per l'ampio e variegato universo della fantascienza, cui è abbinato uno stile variegato che ben si adatta alle differenti tipologie di personaggi e situazioni che si incontrano nel corso della narrazione. Manca però qualcosa, principalmente a livello di organizzazione interna e scorrevolezza, per fare dell'opera quel capolavoro che è in potenza.

Trama (attenzione spoiler!):

L'opera è costituita da quattro racconti, intervallati da brevi "Interludi".

Cardanica: Carrasco D. Bray è il Guardiasabbia della nave Robredo e Victor Galindez il suo secondo. A causa di un incidente i due trovano rifugio all'interno del Cardanica, uno dei cinque pneumosnodi di cui la Robredo è composta. I due sono completamente isolati dal mondo esterno, lo pneumosnodo è infatti programmato per essere completamente autosufficiente e riportare in luogo sicuro i suoi ospiti. Carrasco e Victor si rendono conto con orrore però che Cardanic utilizza il sangue e i corpi di altri uomini per funzionare ed è il corpo dello stesso Victor infine che viene richiesto dal macchinario per continuare a svolgere i suoi compiti...

Robredo: Yussouff e suo padre cercano di sopravvivere nel deserto cibandosi di ogni animale che riescono a catturare. Inseguendo un uccello arrivano presso i rottami della Robredo dove, dopo che il padre è misteriosamente scomparso, Yussouff coraggiosamente entra sperando di ritrovarlo, circondato dagli uccelli che hanno fatto della nave la loro casa. Una voce, identica a quella del padre, gli parla dalla nave, assegnandogli il compito di controllare la schiusa delle uova, il compito che Yussouff porterà avanti per diciannove lunghi anni di prigionia nella Robredo, nutrito da ciò che gli uccelli catturano e lasciano all'interno della nave che li ospita.

Chatarra: Lara e Marcelo sono una coppa di fratelli, entrambi avvelenatori della Gilda. Si sono recati su Chatarra, il cumulo di rifiuti metallici che galleggia nell'oceano, cimitero delle mostruose macchine, col compito di sconfiggere il Morbo, il terribile agente in grado di trasformare ogni cosa viva in metallo, in modo da poter essere usata dalle macchine per ancorare l'isola al fondale. I due fratelli devono iniettare veleno nei piccoli animali che usano come cavie in modo che vengano catturate e divorate dai mostri di metallo in attesa. Lara e Marcelo vengono in contatto con la Robredo; la ragazza viene attaccata e uccisa dagli uccelli ormai quasi interamente di metallo mentre il fratello prende il morbo e i suoi occhi diventano cibo per un gabbiano. La Robredo si rimette in moto e abbandona Chatarra.

Afritania: Trent’anni dopo, Garrasco è a bordo della l’Afritania, una nave che sta trasportando il suo carico di creature verso il pozzo della città di Mecharatt. Garrasco fa parte degli Esterni, gli uomini che vivono sui pointi della nave, affetti dal Morbo che li traforma lentamente in ottone. Garrasco dialoga con una creatura, uno degli Interni: i morti che in maniera misteriosa sperimentano una seconda esistenza dentro le viscere metalliche della nave e ne costituiscono volontà e coscienza. Sono loro le prede di guerra, i bottini che le navi si contendono a vicenda e depositano nei pozzi sicuri delle città. L'Afritania viene però attaccata a sorpresa dalla rediviva Robredo che porta via con sè tutti i suoi Interni. Garrasco, abbandonato solo nel deserto, senza possibilità di raggiungere alcuna città, decide così di uccidersi, gettandosi negli abissi dei rottami dell'Afritania, e conoscendo così finalmente la seconda vita che attende i morti all'interno del mostro di metallo...

Citazione:

[1] Quaggiù siamo almeno in duecento. Ma contarci non è facile, in mezzo ai tubi, e nessuno crede che possa essere davvero di qualche utilità.
No, alla tua prima domanda: il Morbo non ha senso qua sotto, ma abbiamo una...
fisicità, certo. Altrimenti battere mi sarebbe impossibile, non credi? Dolore, calore, buio. Il metallo ci riserva questo. Un magro menù.
Anche se siamo morti, ci preoccupiamo molto delle ustioni. L'olio che scorre nei tubi. Le perdite. I fiotti di vapore rovente. Abbiamo imparato a capire quando muoverci: di notte l'olio è tiepido; di giorno brucia. Ma non sempre funziona.
Quando alla tua seconda domanda, Esterno, non sono sicura di capire: non c'è nessuna forza qui. Solo oscurità. E la gente riesce sempre a muoversi liberamente, lungo i tubi, che sono come strade. Ma questo te l'ho già detto vero?
[...]

[2] Ogni nave ha i propri dannati, ora lo sai.
Gli Interni. Fanno le rotte, avvertono dei pericoli. Forniscono agli Esterni qualcuno in cui credere e sperare. Sono energia, forza motrice, mente.
Talvolta in guerra sono anche ottimi consiglieri. E qualcuno un brillante stratega. E' noi che cercano, i nemici.
Siamo preda e bottino, per i pozzi dei vostri porti.
[...]