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PERDIDO STREET STATION

Idea: 5/5 Trama: 4/5 Stile: 3/5

Titolo Originale: PERDIDO STREET STATION
Autore: China Mieville
Anno: 2000
Genere: FS Sociologica
Edizione: Fanucci Editore – TIF Extra

 

 

 

 

Commento:
Questo romanzo può essere definito una "chimera del fantastico". Complessità e transizione sono le sue parole d'ordine. A partire da quella che è in fin dei conti la vera protagonista dell'opera, la città che fa da sfondo alla narrazione: New Cobruzon. Una metropoli di fine XIX secolo, un labirinto urbanistico, fatto di vicoli tortuosi, torri decadenti, fiumi inquinati, mercati, fabbriche, ghetti... popolata da una infinita varietà di forme di vita: umani, esseri insettoidi, anfibi, uomini-cactus, uomini-uccello, incubi volanti che si nutroni di sogni... A Perdido Station, la grottesca stazione ferroviaria, fulcro e nodo cruciale dell'intera città, si può trovare un'ambasciata di demoni infernali oppure un'inquietante intelligenza aracnoide che tesse la propria tela in dimensioni a noi sconosciute... Non mancano neanche macchine calcolatrici arrivate all'autocoscienza o strani esseri aventi la forma di una mano umanai, ma dotati di vita e intelligenza proprie che vivono come parassiti all'interno di normali, all'apparenza, uomini o animali...
Complessa è al tempo stesso la natura del romanzo. Ci sono echi di una classica fantascienza sociologica, di una tipica distopia, nel dipinto di una città dell'era industriale, dei suoi sobborghi sporchi, del proletariato informe, del potere avido e corrotto di politici senza scrupoli, di una polizia violenta e onnipresente, di vani tentativi di lotta e di ribellione, di sentimenti razzisti come di solidarietà di classe. Ma, al tempo stesso, le creature ritratte rimandano al " bestiario" fantasy più che all'immaginario alieno della fantascienza tradizionale. Esiste la magia, la taumaturgia, ma non è la collezione di formule arcane e inspiegabili, non è il dono innato di un eroe, bensì è una delle forze della natura, riconosciuta e come tale studiata dalla scienza ufficiale. Ingredienti di steampunk sono altresì ben riconoscibili nella tecnologia a vapore che nutre motori sotterranei come banali elettrodomestici.
Il protagonista del romanzo, Isaac dan Der Grimnebulin è un genio ribelle, isolato dal mondo accademico "ufficiale", le cui ricerche spaziano in tutti i campi del sapere... la sua figura ricorda un Leonardo da Vinci, un Cartesio, uno di quei pensatori poliedrici esistenti fino a due secoli fa. La sua amante, Lin, non è umana, bensì una khepri, esseri ibridi uomo-coleotteri. Entrambi ricevono quasi contemporaneamente due incarichi che li trascineranno in una sequenza imprevista di eventi. Isaac si immerge nell'apparentemente impossibile compito di trovare il modo di restituire ad un garuda, un uomo uccello le cui ali sono state recise per un incoffessabile crimine (alla fine in realtà un po' banale), la possibilità di volare. Nelle sue ricerche, Isaac perfeziona il sogno dell'intera sua vita, costruendo un motore di crisi, uno straordinario marchingegno basato su una teoria unificata delle forze fisiche. Lin invece riceve l'incarico di creare la statua di Motley, uno dei più grandi boss mafiosi locali, per usare termini a noi contemporanei, un essere di natura indefinita il cui corpo sembra essere composto da pezzi presi a caso da innumerevoli forme di vita. A unire questi due binari, apparentemente senza possibilità di incrocio, sarà una terribile minaccia che incombe sulla città...
Il romanzo è un puzzle di idee, di personaggi, di storie, di ritratti, di episodi. Si pensi ad esempio alle inquietanti figure dei rifatti, criminali condannati a subire interventi di biotaumaturgia che modificano in modo a volte grottesco, a volte veramente mostruoso, il loro corpo secondo una perversa logica del contrappasso. Ancora, la descrizione della società khepri, in cui le femmine, col corpo di donna e la testa di coleottero, si devono accoppiare con maschi ancora integralmente allo stadio insettoide. Non manca neanche l'umorismo, come non sorridere per esempio ricordando gli impacciati, stupidi, piccoli dragomini. L'autore, in questa grande allegoria, spazia tra temi diversissimi tra loro e di ampio respiro: politica, arte, scienza, religione, riprende l'idea stessa di singolarità tecnologica.
Questa incredibile varietà di tematiche costituisce al tempo stesso la forza e il difetto del romanzo. In certi momenti l'opera infatti soffre di una eccessiva prolissità, si ha l'impressione che l'autore avrebbe potuto tralasciare interi passaggi (ad esempio la digressione sulle maneggiatrici) e tale sensazione è ulteriormente rafforzata dallo stile descrittivo oltre misura, a volte ridondante in un eccesso di volontà documentarista, ai limiti del barocco. Anche il finale presenta qualche punto di debolezza: come anticipato, l'incoffessabile crimine del garuda che si rivolge a Isaac si rivela alla fine banale e, a mio parere, fuori dal personaggio; la fine di Lin lascia l'amaro in bocca e, in genere, si ha l'impressione che manchi qualcosa, una spiacevole sensazione di incompletezza.
Sottolineati questi difetti, consigliamo comunque, e caldamente, la lettura di quest'opera che rimarrà impressa a lungo nella mente del lettore per l'originalità dei temi trattati e soprattutto per la fusione di stili e idee appartenenti a generi narrativi apparentemente inconciliabili, che ha portato alla costruzione di un mondo davvero unico.

Trama (attenzione spoiler!):
Isaac Dan der Grimnebulin è un geniale pensatore e scienziato di New Cobruzon. Allontanatosi dal mondo accademico ufficiale divide un laboratorio con altri due colleghi, dedicandosi di volta in volta ai compiti che gli vengono commissionati o a sue ricerche indipendenti. Isaac ha una storia d’amore clandestina, nota o sospettata soltanto dagli amici più intimi, con Lin, una khepri, una razza di uomini insettoidi col corpo umano ma la testa di coleottero.
Isaac viene contattato da Yagharek, un garuda, una specie di uomo uccello in possesso di un corpo umano ma con becco, penne e ali che vive solitamente nel deserto. Le ali di Yagharek sono state amputate dai membri della sua tribù come condanna per un crimine che apparentemente non può essere spiegato in termini umani. Yagharek paga a Isaac una ingente somma d’oro, acquisita nel tragitto che lo ha portato a New Cobruzon combattendo in specie di arene gladiatorie, in cambio di poter riottenere da lui il dono di volare.
Lin è, invece, una scultrice e utilizza la particolare saliva khepri per modellare le proprie creazioni. Anche lei riceve una irripetibile offerta. Motley, un boss della malavita locale, ossessionato dalla sua natura di rifatto (i rifatti sono esseri umani il cui corpo viene modificato in maniera spesso aberrante in seguito a condanne penali con una logica simile a quella del contrappasso), le offre di creare una statua che lo ritragga.
Isaac inizia la sua ricerca cercando di capire a fondo la meccanica del volo studiando la fisiologia di creature alate di ogni tipo. Per questo, fa spargere per tutta la città dal suo contatto col mondo criminale, Lemuel Pigeon, la voce che esemplari catturati di ogni possibile creatura volante saranno ben ricompensati. Tra le decine di animali che invadono il suo laboratorio, Isaac riceve anche un misterioso bruco multicolore, che un addetto alle poste ha trafugato da una spedizione arrivata in città.
Isaac abbandona presto la pista biologica. Prova a recarsi dal suo vecchio superiore presso l’università cittadina, Montague Vermishank, chiedendogli se poteva essere possibile una operazione di taumaturgia sul corpo del garuda, simile agli interventi svolti sui rifatti. Al parere negativo di Montague, Isaac decide di tentare con la strada su lavora già da anni, ovvero la formulazione di una teoria unitaria delle forze fisiche. In preda ad un raptus creativo, in poco tempo Isaac riesce a costruire un prototipo funzionante di un “motore di crisi”, che dovrebbe permettere al garuda di volare.
Intanto Isaac si era liberato di tutti gli esemplari tenuti in laboratorio ad eccezione del bruco multicolore, il quale ha continuato imperterrito a rifiutare ogni specie di cibo propinatagli. Una sera però Isaac scopre che il bruco è voracissimo di una droga, la cosiddetta merdasogni. Dopo essere nutrito con questa sostanza per alcuni giorni, il bruco si tramuta in crisalide. La crisalide si apre una mattina che Isaac è assente dal laboratorio, il bruco si è trasformato in un orribile mostro, una falena estinguitrice, un gigantesco essere alato le cui ali sono in grado di ipnotizzare le vittime, che si nutre della psiche di ogni specie intelligente. La falena fugge dal laboratorio, dopo aver lasciato in stato di incoscienza uno dei colleghi di Isaac presenti in quel momento.
La falena rintraccia e libera le sue sorelle, gli altri bruchi presenti nella scatola al momento della spedizione. Queste erano in possesso di Motley, che le allevava per ottenere la merdasogni, la droga è infatti il nutrimento che questi terribili mostri danno alla propria prole prima della metamorfosi. Le falene ora riunite terrorizzano la città, lasciando in stato vegetativo ogni notte un numero crescente di individui. Le autorità sono in allarme e il sindaco Bentham Rudgutter cerca alleati per combatterle rivolgendosi prima all'ambasciatore dei demoni, che però rifiuta di aiutare la città, e successivamente al Tessitore, un ragno gigante senziente che vive in dimensioni sconosciute e il cui unico scopo è conservare la bellezza della rete dell'universo, una sorta di arazzo in cui tutte le creature e le loro azioni sono collegate tra loro.
Isaac, sconvolto dall'evento, sospende le ricerche e si dedica a capire cosa stia succedendo, assoldando nuovamente Lemuel Pigeon. Lo scienziato convince Yagharek ad aiutarlo e al gruppo si unisce anche un'amica comune di Isaac e Lin, Derkhan Blueday. Il compagno di Isaac ancora in vita confessa però tutto l'accaduto alla polizia che si mette quindi sulle sue tracce. Allo stesso tempo, Motley imprigiona Lin, pensando che il suo amante abbia tentato di rubare le sue falene per impossessarsi del monopolio della merdasogni.
Il robot per le pulizie domestiche del laboratorio di Isaac ha ottenuto l'autocoscienza dopo che un riparatore ha inserito una specie di virus nei suoi circuiti. La macchina avvisa il gruppo del tradimento portato avanti dal collega di Isaac. La polizia attacca il laboratorio ma Isaac e i suoi amici vengono portati in salvo per misteriosi motivi dal ragno Tessitore che li porta nelle fogne. Vengono successivamente in contatto con il Consiglio dei Congegni, una intelligenza artificiale sviluppatasi nella discarica e attorno alla quale è nato una specie di culto; è stato proprio uno dei suoi adepti ad aver infettato il robot domestico del laboratorio di Isaac. Il Consiglio dei Congegni è interessato a collaborare all'uccisione delle Falene ma, anche e soprattutto, al motore di crisi sviluppato da Isaac. Per dimostrare i suoi intenti, il Consiglio dei Congegni riesce ad attirare sul posto ed uccidere la falena nata nel laboratorio di Isaac, amplificando con un apposito macchinario le onde mentali dello scienziato, riconosciute dal terribile mostro.
Al gruppo si uniscono due mercenari procurati da Lemuel Pigeon. Secondo le indicazioni del Consiglio dei Congegni, il nido delle falene è situato nella Serra, una specie di ghetto riservato agli uomini-cactus. Qui Isaac riesce ad uccidere una falena che stava generando nuova prole. Nel corso della successiva fuga, Lemuel finisce per essere ucciso dagli uomini Cactus.
Isaac idea un altro piano per attirare e uccidere le tre falene rimaste in vita, da attuarsi sui tetti di Perdido Street Station, il fulcro della città. Grazie alla collaborazione del Consiglio dei Congegni, collega tramite il motore di crisi le emanazioni mentali del Consiglio stesso e del Tessitore, attraverso la mente di Andrej, un povero anziano recuperato in un ospizio. Le falene vengono attratte in maniera irresistibile e i loro corpi vengono dilaniati dall'eccessivo flusso di coscienza ingurgitato. La terza fugge nel momento in cui Andrej viene ucciso da un colpo sparato da un soldato della milizia, arrivata sul posto.
Isaac e gli altri fuggono insieme al Tessitore, che li trasporta proprio nel rifugio di Motley. Qui trovano Lin, ricoperta di ferite e altri terribili segni di tortura. Improvvissamente irrompe l'ultima falena rimasta in vita che viene uccisa dai rifatti al servizio di Motley non prima però di aver catturato parte della coscienza di Lin, ridotta a poco più di una bambina.
Isaac, Lin, Yagharek e Derkhan trovano rifugio per diversi giorni in un piccolo appartemento nei bassifondi della città, braccati dalle forze di polizia, da Motley e dal Consiglio che vuole impossessarsi del motore di crisi. Isaac tenta di ricostruire il motore per ridare il volo a Yagharek accudendo allo stesso tempo ciò che rimane di Lin. Un giorno riceve però la visita di una garuda, Kar'uchai che gli spiega la vera natura del crimine commesso da Yagharek. Il garuda la struprò, per questo fu condannato alla terribile pena della mutilazione e per questo Kar'uchai prega Isaac di non restituirgli il volo. Isaac decide dunque di abbandonare Yagharek con un breve biglietto di saluto. Il garuda si rassegna alla perdita del volo e della propria identità di garuda e, strappandosi tutte le penne dal viso e dal corpo e tentando addirittura di spezzarsi il becco, spera di poter inserirsi nella società umana di New Crobuzon.

Citazione:

[1] [...] un triangolo contenente una croce. Afferrò una matita e scrisse delle parole in coincidenza dei tre vertici del triangolo. Voltò il diagramma per mostrarlo al garuda. Il vertice in alto era contrassegnato Occulto / taumaturgico; quello in basso a sinistra Materiale; quello in basso a destra Sociale / sapienziale. "Allora intesi, dunque, non ti ingolfare troppo in questo diagramma, Yag vecchio mio, dovrebbe essere un aiuto per pensare meglio, niente di più. Quello che ci trovi è una rappresentazione dei tre punti all'interno dei quali si colloca tutta la cultura, tutto il sapere. Qui sotto c'è la parte materiale. Si tratta della materia fisica, atomi e cose simili. Tutto a partire dalle particelle femtoscopiche fondamentali come gli elettroni fino ai grandi vulcani. Rocce, elettromagnetismo, reazioni chimiche... Tutto questo genere di roba. Al vertice opposto, c'è il sociale. Le creature senzienti, che di certo non mancano al Bas-Lag, non possono essere studiate come fossero pietre. Riflettendo sul mondo e sulle proprie riflessioni, umani, garuda, cactacee e quant'altro creano un diverso ordine organizzativo, giusto? Quindi devono essere esaminate nei propri termini, ma allo stesso tempo questo angolo è legato alla materia fisica che è la parte costitutiva di ogni cosa. Ed è per questo che qui c'è questa bella linea che unisce i due punti. Il vertice superiore è l'occulto. Qui viene il bello. Occulto: 'nascosto'. Comprende le svariate forze e dinamiche che non si limitano ad avere a che fare con le interazioni tra i vari pezzi e pezzettini del mondo fisico, e non sono soltanto i pensieri dei pensatori. Spiriti, demoni, dèi, se vuoi chiamarli così, taumaturgia... di certo hai colto l'idea. Si trova in cima, distante, ma è legato agli altri due. Prima di tutto, tecniche taumaturgiche, invocazioni, sciamanesimo e così via, ognuna di queste pratiche influisce sui ed è influenzata dai rapporti sociali dell'ambiente circostante. E poi c'è l'aspetto fisico: stregonerie e incantesimi sono in massima parte manipola-zioni delle particelle teoretiche, le 'particelle incantate' dette anche tauma-turgoni.
[...]
batté il petto "ritengono che appartengano essenzialmente allo stesso genere dei protoni e di tutte le particelle fisiche. Qui..." continuò Isaac con aria maliziosa, la voce che rallentava e si abbassava, "è dove la cosa si fa davvero interessante. Se prendi in considerazione un qualsiasi settore di studi o conoscenza, vedrai che si trova in un qualche punto di questo triangolo, ma non esattamente su un angolo.
[...]
"Cosa c'è esattamente al centro? Alcuni pensano ci sia la matematica."
[...]
"La matematica è totalmente astratta, su un solo livello, radici quadrate di meno uno e roba simile; ma il mondo è indiscutibilmente e rigorosamente matematico."

[2] "È questo che crea il mondo, signorina Lin. Io ritengo sia la dinamica fondamentale. La transizione. Il punto in cui una cosa diventa un’altra. È questo che crea lei, la città, il mondo, che li fa essere quello che sono. E questo è il soggetto che mi interessa. La zona in cui ciò che è disparato diventa parte del tutto. La zona ibrida."

[3] La Macchina esaminò la forma del pimo input X, la firma mentale di Andrej. Due ordini supplementari crepitarono simultaneamente lung tubi e cavi. "Schematizzare forma di input Y" diceva uno, e le macchine mapparono la straordinaria corrente mentale del Tessitore; "Schematizzare forma di input Z", e fecero lo stesso con le ampie e potenti onde cerebrali del Consiglio dei Congegni. I motori analitici scomposero in fattori la gamma degli output e si concentrarono sui paradigmi, sulle forme. Le due linee di programmazione si unirono di nuovo in un ordine terziario: "Duplicare profilo d'onda di input X con input Y e Z". I comandi erano incredibilmente complicati. Dipendevano dalle macchine calcolatrici più avanzate fornite dal Consiglio, e dalla complessità delle sue schede di programma
[...]
La mente di Andrej non era simile al freddo raziocinio del Consiglio, nè alla poetica sogno-coscienza del Tessitore. Le machine registrarono che X era diverso da Y e diverso da Z. Ma con la struttura di base, il flusso subconscio, con razionalità calcolatrice e impulsiva fantasia, analisi autovalorizzante e carica emozionale, X, calcolarono i montori analitici era uguale a Y più Z.
[...]
Y e Z non erano copie incomplete di X, erano qualitativamente diverse. La macchina applicava una rigorosa logica della crisi all'operazione originale. Un comando matematico aveva creato un perfetto analogo-aritmetico di un codice sorgente da materiale disparato, e quell'analogo era allo stesso tempo identico e radicalmente divergente dall'originale che imitava. Tre quinti di secondo dopo che il circuito aveva preso vita, il motore di crisi arrivò a due conclusioni simultanee. x=y+z; e x=/y+z L'operazione eseguita era profondamente instabile. Era paradossale, insostenibile, l'applicazione della logica che si distruggeva da sè. Il processo era, dai primi principi assoluti di analisi, schematizzazione e conversione totalmente crivellato di crisi.