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GLI ANNI DEL PRECURSORE

Idea: 3/5 Trama: 2/5 Stile: 2/5

Titolo Originale: THE DAY OF TIMESTOP
Autore: Philip J. Farmer
Anno: 1960
Genere: FS Sociologica
Edizione: Mondadori – Urania n.1018

 

Commento:
Il romanzo è ambientato nello stesso scenario de Gli Amanti di Siddo. La popolazione della Terra è stata decimata durante una terribile guerra apocalittica con le colonie di Marte. Gli immensi spazi così liberati sono stati velocemente colonizzati da alcuni gruppi di sopravvissuti, i più adatti, selezionati da secoli di lotta per la sopravvivenza. Gli Israelieani hanno così colonizzato una vastissima area intorno a tutto il bacino del Mediterraneo; allo stesso modo Hawaiani e Islandesi hanno occupato vastissimi territori fondendosi poi nella cosiddetta Unione Haijac.
L'Unione è una sorta di dittatura teocratica fondata da Isaac Sigmen, iniziatore e profeta di un culto pseudo-scientifico con richiami al Cristianesimo al cui centro vi è la presunta capacità del fondatore di viaggiare nel tempo e la promessa del suo ritorno nel futuro, nel giorno del cosiddetto Arresto del Tempo. Sigmen, ammirando l'efficienza e il prestigio della Repubblica d'Israele ha scimmiottato alcuni elementi della cultura ebraica, imponendo l'ebraico come lingua ufficiale e scrivendo l'opera nota come Talmud Occidentale.
Tra l'Unione e Israele è in corso una feroce competizione, cristallizzatasi in uno stato di Guerra Fredda che prevede una zona, Frontiera, corrispondente grosso modo all'Europa centro-meridionale, fare da cuscinetto tra i due blocchi. In realtà l'intelligence israeliana è riuscita a penetrare in modo capillare con i suoi agenti nella gerarchia della Stieta, la Chiesa-Stato che governa l'Unione. Il piano di Israele prevede l'apparizione di diversi falsi Sigmen nel giorno dell'Arresto del Tempo in modo da far cadere l'Unione nell'anarchia.
Il protagonista del romanzo è uno degli agenti israeliani entrati nel cuore dell'Unione: Leif Barker. La sua vita subisce un radicale mutamento quando il corpo della ormai defunta Halla Dannto arriva nell'ospedale dove lavora. Questa è la moglie di un altissimo funzionario della Stetia e, soprattutto, anch'ella un agente speciale di Israele. Fingendo di riuscire a recuperarla, Barker, ubbidendo agli ordini dei suoi superiori, la sostituisce con la sua sorella gemella; una donna stupenda di cui Barker finisce per innamorarsi.
Halla e sua sorella possiedono uno speciale impianto nell'addome che permette loro di generare una scarica elettrica durante il rapporto con il partner. Questo fa sì che un maschio cresciuto nell'oppressiva e frustrata società della Stetia cada praticamente in loro controllo permettendo alla Repubblica di Israele di insinuarsi sempre più all'interno dell'Unione Haijac.
Lo scenario che fa da sfondo all'opera non è particolarmente originale; su questa tela Farmer disegna un intreccio quasi da spy-story con un ritmo narrativo elevato e condito da elementi tipici della sua produzione come il tema sessuale e una critica indiretta al fanatismo religioso e alla sua impronta repressiva sulla società. La società distopica dell'Unione Haijac è descritta in termini piuttosto sommari; anche le caratteristiche del culto di Sigmen avrebbero meritato maggiore spazio visto l'interessante fusione tra pseudo-scienza e misticismo. La trama si mantiene su buoni livelli per la maggior parte dell'opera, ma è parzialmente rovinata da quello che sembra essere un banale lieto fine romantico. Nel complesso il romanzo non sembra realizzare pienamente il suo potenziale, la consigliamo quindi principalmente agli estimatori dell'autore o del genere.