STAZIONE HAWKSBILL
Idea: 4/5 Trama: 4/5 Stile: 4/5
Titolo Originale: HAWKSBILL STATION
Autore: Robert Silverberg
Anno: 1967
Genere: Viaggi nel Tempo / Realtà Parallele
Edizione: Antologia Time and Time Again
Commento:
In un futuro prossimo, gli anni 20 del XXI secolo, un regime dittatoriale americano nato dal conflitto tra capitalismo e socialismo estremi, descritto come capitalismo sindacale, utilizza una tecnologia di viaggio nel tempo a senso unico per sbarazzarsi dei dissidenti politici (appartenenti a varie correnti del Marxismo), senza giustiziarli. Questo sistema, noto come il meccanismo del Martello e dell'Incudine, funziona esclusivamente dal futuro verso il passato: il Martello scaglia la materia indietro nel tempo, mentre l'Incudine funge da punto fisso di ricezione temporale.
Poiché è impossibile compiere il percorso inverso, i rivoluzionari sono esiliati permanentemente a due miliardi di anni nel passato, nel desolato periodo Cambriano, all'interno di quella che diventa una colonia penale, la Stazione Hawksbill. In questa era remota, la Terra è un'aspra e desolata distesa di roccia, priva di qualsiasi forma di vegetazione o fauna terrestre e costantemente flagellata da piogge torrenziali; la vita è confinata negli oceani, dove pullulano trilobiti, molluschi, crostacei primitivi. Per non impazzire a causa del vuoto e dell'isolamento totale, i prigionieri sono costretti a inventarsi passatempi, collezioni e hobby stravaganti, cercando di preservare una parvenza di sanità mentale.
A gestire i fragili equilibri di questa comunità di esiliati, condannati a invecchiare insieme, è l'anziano leader Jim Barrett, ormai zoppo a causa di un incidente. La routine della colonia viene però sconvolta dall'arrivo di Lew Hahn, un giovane deportato dal comportamento ambiguo che, provenendo dall'anno 2029, nasconde un segreto che può cambiare il destino di tutti gli esiliati...
L'opera coniuga il viaggio nel tempo con temi tipici della fantascienza sociologica, immaginando una nuova forma di detenzione carceraria. Anche in questo caso gli aspetti più tecnologici legati all'effettiva realizzazione del viaggio nel tempo vengono messi in secondo piano; l'autore si focalizza sull'atmosfera alienante e sul contrasto tra la nuda roccia preistorica e la complessità mentale degli uomini, offrendo una potente riflessione sulla pervasività dell'ideologia politica e sulla nostalgia per un mondo non ancora nato.