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L'UOMO DISINTEGRATO

Idea: 4/5 Trama: 4/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: THE DEMOLISHED MAN
Autore: Alfred Bester
Anno: 1952
Genere: Hard SF
Edizione: Mondadori – Urania Collezione n.42, Urania Classici n.34

 

Commento:
Il racconto narra del delitto commesso da un ricco magnate e dell’indagine poliziesca che ne segue in un futuro dove parte dell’umanità è costituita da telepati, organizzati in una Lega dal rigido codice etico e morale. Originale nell’idea e avvincente nella trama e nella caratterizzazione dei personaggi, quello di Bester è un libro sicuramente consigliato a chiunque apprezzi un genere di fantascienza più “terreno”, lontano dagli spazi siderali e dalle epopee cosmiche.

Trama (attenzione spoiler!):
Una porzione significativa di cittadini americani è dotata di facoltà telepatiche: sono gli ESP (da “percezione extra sensoriale”), organizzati in una società con un proprio codice etico-morale e il cui fine ultimo è quello di estendere un giorno i loro poteri a tutta l’umanità. Il protagonista principale del romanzo è Ben Reich, un ricchissimo magnate, ossessionato negli incubi da un “uomo senza volto”, che Reich identifica nel suo acerrimo rivale Craye D'Courtne in una spietata lotta economica, dopo che quest’ultimo ha rifiutato la proposta di Reich di fusione tra le rispettive aziende. Decide dunque di ucciderlo; ma pianificare un reato di questo tipo è un’impresa in un mondo pieno di “telespie” che possono leggere nel pensiero di un uomo in ogni momento. Reich in ogni caso è determinato nel suo intento e per raggiungerlo assembla una vera e propria macchina da guerra, corrompendo alcuni ESP affinché lo coprano e, durante una festa, riesce ad allontanarsi inosservato ed uccidere un vecchissimo e malato Craye D'Courtney. Una volta commesso il delitto, entra in gioco la Polizia anch’essa dotata dei propri ESP ma vincolati da uno stretto regolamento che vieta interrogatori mentali non desiderati. Inizia una lunga battaglia di mosse e contromosse tra Reich e Powell, l’ESP messo a capo dell’indagine, che si conclude con un finale sconvolgente: in realtà il rivale ucciso da Reich non era nient’altro che suo padre, il cui ricordo, rimosso, lo ossessionava nella notte nelle sembianze dell’”uomo senza volto”. Accertata la colpevolezza, Reich viene condannato alla disintegrazione della personalità e della memoria: il suo cervello verrà ricostruito eliminando ogni componente criminale e dopo un anno di cure Reich sarà reintegrato nella società.