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L'ULTIMO CASTELLO

Idea: 2/5 Trama: 3/5 Stile: 4/5

 

Titolo Originale: THE LAST CASTLE
Autore: Jack Vance
Anno: 1966
Genere: FS Avventurosa
Edizione: Antologia I Premi Hugo 1955-1975

 

 

Commento:
Il romanzo breve è una tipica opera di science-fantasy di Vance. E' ambientato in un lontano, imprecisato futuro su un pianeta Terra quasi disabitato. Qui, un gruppo di umani provenienti da una lontana colonia hanno dato vita una raffinata, edonistica civiltà di stampo rinascimentale nel comodo rifugio dei loro castelli, serviti da autoctoni e alieni importati dal loro pianeta originario.
Contadini umani servono nei campi; i Mek, alieni bipedi, dotati forse di telepatia, con una mente perfettamente razionale e priva di emozioni, sono impiegati come tecnici specializzati; le Phane sono strane creature insetto dall'apparenza di stupende fanciulle che rivaleggiano, per la gloria dei propri padroni, in mirabili danze e balletti.
La vita nei castelli è regolata da una rigida etichetta, da ripetitivi rituali mondani e una ferrea gerarchia nobiliare. Ogni nobile può avere al massimo un figlio, la prole in eccesso viene solitamente affidata alle cure degli espiazionisti, una comunità fondata da fuoriusciti dai castelli che ha abbracciato la frugalità della vita nei campi.
Questa atmosfera decadente, questa "belle-epoque" è destinata però a non durare per sempre... Nessuna idea particolarmente orginale, ma un'ambientazione interessante, descritta con dovizia di particolari e l'ottimo stile proprio dell'autore. L'opera è consigliata a tutti gli appassionati di Vance e del genere science-fantasy.

Trama (attenzione spoiler!):
Il pianeta Terra in un lontano e imprecisato futuro, dopo un misterioso cataclisma, è popolato da pochi sopravvissuti regrediti ad uno stato di vita nomade. Provenienti da un lontano sistema solare, un gruppo di umani ha dato vita ad una nuova civiltà, erigendo sontuosi castelli, in cui i discendenti perseguono uno stile di vita edonistico, serviti da contadini autoctoni del luogo e dai Mek.
I Mek sono alieni bipedi, dotati forse di telepatia, con una mente perfettamente razionale e priva di emozioni, impiegati come tecnici specializzati in tutti i servizi per il castello e i suoi abitanti. Senza dare alcun segno premonitore, i Mek organizzano una rivolta, timorosi di essere rispediti sul pianeta natale, col desiderio di colonizzare per sè l'intero pianeta Terra.
Uno alla volta, i castelli cadono finchè non viene attaccato anche l'ultimo e più imponente, Castel Hagedorn. Uno dei notabili, Xanten, si è reso conto dell'accaduto e dell'incapacità dei suoi di reagire ed è riuscito a creare un fronte comune assieme ad alcuni espiazionisti, gruppi che hanno ripudiato la vita dei castelli per abbracciare il lavoro nei campi, e ai nomadi. Xanten e il suo esercito riesce a fermare i Mek che, impossesatisi del castello, sono però presi per fame dopo un lungo assedio.
Con la promessa di aver salva la vita, i Mek si arrendono e vengono riportati sul loro pianeta natale; Castel Hagedorn rimane come un antico e meraviglioso museo, mentre una nuova umanità riprende realmente possesso del pianeta.