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LA TERRA INFRANTA

Idea: 3/5 Trama: 2/5 Stile: 3/5

 

Titolo Originale: HEARTS, HANDS AND VOICES
Autore: Ian McDonald
Anno: 1992
Genere: FS Sociologica
Edizione: Mondadori – Urania Jumbo n. 15

 

 

Commento:
Il romanzo è ambientato in luogo imprecisato della Terra in un anno altrettanto imprecisato. La protagonista è una ragazza, Mathembe Fileli, che vive in un villaggio di una provincia dell'Impero; si tratta di una regione apperentemente conquistata tempo addietro, dove occupanti e occupati sono divisi da un differente credo religioso. Gli Imperiali sono Proclamanti, i nativi della regione invece sono Confessori; esistono gruppi di nazionalisti combattenti noti col nome di Guerrieri del Destino. Tutto lo scenario è costruito in parallelo alla situazione irlandese con chiari rimandi alla divisione tra cattolici irlandesi, protestanti inglesi ed infine al ruolo dell'IRA.
Mathembe vive con la sua famiglia a Chepsenyt, un piccolo villaggio, ritratto all'inizio quasi in un idillio bucolico, con foreste rigogliose e campi pieni di vita. L'elemento di dirompente modernità è rappresentato dalle avanzatissime tecniche di ingegneria genetica, il cui uso estensivo sembra sia stato innescato dalla risposta a una grande crisi ecologica avvenuta nel passato. La gente del villaggio utilizza così boveicoli, alimentati con una specie di sciroppo, e trattati alla stregua di veri buoi, mentre la madre di Mathembe è in grado di lavorare con i geni per creare da zero degli esseri viventi.
La vita della ragazza viene sconvolta quando le truppe imperiali distruggono il suo villaggio, reo di aver ospitato e nascosto dei Guerrieri del Destino. Tutta la popolazione del villaggio, Proclamanti e Confessori, deve così cercare rifugio in altre comunità: più facile per i primi che vengono subito accolti da villaggi vicini, più difficile per i secondi per il timore di ulteriori eventuali vendette imperiali per chi gli accogliesse. Mathembe inizia così un lungo percorso che la porterà a separarsi dalla famiglia, in compagnia della testa del nonno, un residuo dell'anima dell'avo, separata dalla foresta del villaggio dove era legata ad un albero ancestrale di antenati. La vicenda di Mathembe si intreccia con il conflitto tra nazionalisti e Impero che porterà alla spartizione della provincia, in chiara analogia con quanto accaduto in Irlanda del Nord.
L'idea di base del romanzo è valida; scarse sono però le informazioni sul background storico così come sulla natura del conflitto religioso, lacuna che a nostro avviso è molto penalizzante. La trama è inizialmente lineare per poi deragliare in diversi passaggi piuttosto oscuri con continui cambiamenti di prospettiva. Questo fa sì che il lettore possa ad un certo punto ritrovarsi un po' spaesato.