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TEMPO SENZA TEMPO

Idea: 2/5 Trama: 2/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: THE GOBLIN RESERVATION
Autore: Clifford Simak
Anno: 1968
Genere: Xeno SF
Edizione: La Tribuna – Science Fiction Book Club n.40

 

 

Commento:
In un futuro non troppo lontano, la Terra è divenuta una sorta di università che ospita alieni provenienti da ogni parte dello spazio esplorato. Non solo: creature mitiche come folletti, gnomi, fate e banshee popolano alcune aree loro specificatamente dedicate. Il viaggio nel tempo è un ritrovato tecnologico ormai comune tanto che una apposita Facoltà del Tempo ha come scopo l'esplorazione del passato e riporta nel presente manufatti di ogni era o personaggi che hanno fatto la storia, rischiando di svelare scomode verità nascoste...
Il protagonista del romanzo è il professor Peter Maxwell. Di ritorno da quello che doveva essere un viaggio verso uno dei pianeti al confine dello spazio conosciuto alla ricerca del drago, l'unico essere mitologico ancora non riscoperto nella realtà, scopre che una sua copia è già tornata, e morta, sulla Terra. Circondato da alcuni bizzarri compagni come un uomo di Neanderthal, Shakespeare ripescato dal passato, il suo spettro, uno scorbutico folletto e altri ancora, Maxwell riesce, poco alla volta, a fare luce sull'accaduto per ritrovarsi all'interno di un complotto più grande di quanto poteva immaginare.
Il complotto riguarda i Rotanti, una razza aliena davvero inusuale, avvolta nel mistero e con cui l'uomo ha da poco iniziato a interloquire, ma soprattutto un pianeta, il pianeta di cristallo, e una civiltà antichissima, in possesso di una immensa ricchezza di conoscenze che aspettano un nuovo padrone...
Il romanzo è esemplificativo della produzione di Simak. Concetti scientifici (come il teletrasporto, il viaggio nel tempo, la teoria dell'universo pulsante) vengono presi e utilizzati, anche in maniera apparentemente superficiale o semplicistica, per produrre una fantascienza umanistica nel senso più profondo del termine, dedicata a ciò che ci rende davvero umani, ovvero la sfera della coscienza, dei sentimenti, l'interiorità. E il termine umano viene inteso in un senso più ampio includendo ogni essere, sia animale, essere mitologico o semplicemente alieno, che "senta", che provi le nostre stesse emozioni e sentimenti.
I Rotanti sono immediatamente inquadrati come una minaccia non perchè siano alieni o potenziali rivali dei terrestri ma perchè sono "altro da noi", perchè non possono rientrare in quell'umanità allargata che popola il nostro e molti altri pianeti, perchè incapaci di provare sentimenti. Sono fonte di terrore e orrore, emozioni che trovano consistenza fisica nella loro natura fisica di colonie senzienti di insetti, gli esseri viventi più lontani dalla prospettiva umana che vivano sulla Terra.
Il ritmo narrativo del romanzo è elevato. Il professor Maxwell, in balia degli eventi, viene trascinato in un vortice di incontri e accadimenti su cui appare avere poco o nessun potere: è il tipico protagonista di Simak, quasi una sorta di antieroe del futuro. Il finale non risolve, in realtà, tutte le questioni irrisolte aperte nel corso dell'opera, lasciando un amaro retrogusto di insoddisfazione e di precarietà nello sviluppo logico degli eventi medesimi. Se a livello di contenuti e di trama l'opera non è da ricordare, il romanzo però si riscatta, almeno in parte, grazie alla carrellata di personaggi e situazioni comiche, paradossali che contribuiscono in maniera determinante a rendere la lettura piacevole e divertente. Nel complesso, giudichiamo quindi l'opera una lettura discreta che ci sentiamo però di consigliare davvero soltanto a chi abbia già avuto modo di apprezzare Simak in passato o chi stia cercando una lettura leggera e di sicuro svago.

Trama (attenzione spoiler!):
Il professor Peter Maxwell, tornato sulla Terra, scopre come una sua copia fosse già arrivata un mese prima e poi morta in un incidente, trovando la sua vecchia casa occupata da una studentessa, Carol Hampton, e dal suo grosso gatto Silvestro, un bio-meccanismo. I due si ritrovano in un pub assieme con Alley Oop, un neanderthaliano riportato nel presente dalla Facoltà del Tempo, e Spettro, un fantasma che non si ricorda chi essere stato in vita.
Durante la discussione, Carol racconta ai commensali di aver saputo che la Facoltà del Tempo ha ricevuto una offerta, attraverso un intermediario, un avvocato di nome Churchill che Maxwell conosce, per l'Artifatto, un'imponente specie di pietra ritrovata nel Giurassico e che, secondo Maxwell, poteva essere stata il dio del piccolo popolo, i folletti.
Per sfuggire a giornalisti e curiosi vari, Maxwell va a stare nella capanna di Oop, cui racconta il viaggio che lo aveva portato non su Procione, come previsto per ricercare il drago, ma bensì su uno strano pianeta, il pianeta di cristallo, popolato da creature che pensa fossero spettri d'una razza aliena e che lo hanno incaricato di vendere il loro incredibile bagaglio di conoscenza, accumulata nel corso di miliardi di anni, addirittura dall'universo precedente, senza però dirgli alcunchè riguardo al prezzo richiesto.
Su invito di una strana creatura aliena con parvenze di un gamberetto gigante, Maxwell si reca furtivamente ad un ricevimento tenuto da una sua vecchia amica, Nancy Clayton. Qui incontra un Rotante che, anche attraverso minacce, tenta di convincerlo a concludere con loro la vendita della conoscenza del pianeta di cristallo.
In seguito, Maxwell scopre che anche Churchill lavora per i Rotanti, ed è per conto loro che ha presentato l'offerta alla Facoltà del Tempo per l'Artifatto. Il professore parla anche con un Banshee che gli racconta come loro, e in seguito i folletti e gli gnomi, fossero creature provenienti dall'antico pianeta e di aver comunicato egli stesso ad un Rotante come il prezzo per la conoscenza offerta fosse costituito unicamente dall'Artifatto.
Maxwell si rivolge allora al Preside della Facoltà del Tempo per tentare di bloccare la vendita ma scopre che l'affare è già stato completato. Con i suoi amici si reca al museo per vedere l'Artifatto almeno un'ultima volta ma quando gli si avvicina con la macchina traduttrice che Maxwell aveva impiegato sul pianeta di cristallo, l'Artifatto si rivela essere una prigione che custodiva l'ultimo drago realmente esistente.
Un banshee spiega a Maxwell come tali creature non fossero altro che gli animali domestici degli abitanti del pianeta di cristallo, desiderosi soltanto di trovare una casa accogliente per il loro ultimo caro cucciolo mentre i Rotanti non fossero in realtà altro che servi venuti sulla Terra insieme a folletti e banshee nella notte dei tempi. Il drago ora liberato può vivere sulla Terra custodito da folletti e gnomi mentre l'uomo riceverà in eredità tutto il bagaglio di consocenza dell'antico pianeta.