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LA STRADA DELLE STELLE

Idea: 5/5 Trama: 4/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: THE MOTE IN GOD’S EYES
Autore: Larry Niven & Jerry Pournelle
Anno: 1974
Genere: Xeno SF
Edizione: Editrice Nord – Cosmo Oro – I Classici della Fantascienza n.20

 

Commento:
Il romanzo affronta il tema del primo contatto tra la specie umana e una razza aliena, che, si scopre, rappresenta una potenziale minaccia per l’intera umanità, ponendo quindi una serie di problemi etici e morali sulla condotta da tenere nei loro riguardi. Ricco di idee interessanti, con una trama lineare ma allo stesso tempo complessa e appassionante, costituisce un classico della Fantascienza, da leggere assolutamente.

Trama (attenzione spoiler!):
Quasi tutta l’umanità, sparsa su centinaia di pianeti, fa parte del “Secondo Impero dell’Uomo” che ha ripristinato l’ordine dopo secoli di guerre che avevano determinato la morte del Primo Impero. Una nave da guerra imperiale, la Mac Arthur, capitanata dal futuro marchese Roderick Blaine, intercetta una sonda aliena ma è obbligata a distruggere la vela solare che le forniva la propulsione dato che il sistema automatico alieno aveva attaccato la Marc Arthur scambiandola per un meteorite. All’interno della navicella aliena recuperata viene ritrovato un essere asimmetrico che possiede due arti sul lato destro, adatti alle manipolazioni delicate, e un arto massiccio, munito di artigli, sul lato sinistro. Il viceré locale e il suo consiglio decidono deciso di inviare una missione nel sistema solare da cui sembra provenire la sonda. Essa sarà composta dalla Mac Arthur, comandata da Blaine, che trasporterà anche personale civile e scientifico e dalla Lenin, guidata dall'Ammiraglio Kutuzov, famoso per aver esitato a ridurre in cenere un mondo ribelle. Kutuzov è il vero comandante della missione e i suoi ordini comprendono l'annientamento della Mac Arthur, se questa dovesse cadere nelle mani degli alieni per impedire loro di venire a conoscenza dei segreti della tecnologia umana per il volo interstellare. Il primo incontro avviene con una nave monoposto; l’alieno Motie (dal nome della stella Mote) che è a bordo viene portato sulla Mac Arthur e studiato dagli scienziati. L’alieno non sembra essere in grado o essere interessato a comunicare ma possiede un incredibile talento meccanico: ogni apparecchiatura umana nelle sue mani viene notevolmente migliorata e perfezionata. Con sè ha portato anche due strani esseri, chiamati miniature perché sembrano essere una riproduzione su piccola scala del Motie. Le relazioni tra Umani e Moties proseguono e si fanno più amichevoli, fino a permettere ad una squadra della Mac Arthur di sbarcare su Mote primo, un pianeta vecchio e sovrappopolato. Qui gli umani conosco la struttura della società aliena: i Moties si suddividono in diverse sottospecie, con talune caratteristiche fisiche peculiari, ciascuna delle quali ha un determinato compito. Esistono i Signori, datori di ordini, ciascuno a capo di una specie di feudo indipendente, i Mediatori, ciascuno dei quali è assegnato ad uno specifico Signore e funge da ambasciatore col compito principale di evitare conflitti, i Tecnici, come il primo Mote incontrato. I Moties nascondono però i Guerrieri, le cui testimonianze di esistenza sono nascoste come rappresentazioni mitologiche, e la drammatica prolificità della loro specie (gli alieni cambiano periodicamente sesso e se nella fase femminile non rimangono gravidi muoiono in poco tempo) che ha condizionato la storia del loro popolo, costellata da una serie infinita di cicli di sviluppo e di caduta a causa della sovrappopolazione e della mancata conoscenza delle tecnologie necessarie per il volo interstellare. Nel frattempo sulla Mac Arthur le miniature fuggono dalle gabbie in cui erano rinchiuse e si rendono irreperibili. Il problema si aggrava quando gli umani si accorgono che le miniature, riproducendosi ad un ritmo forsennato, hanno invaso l’intera nave e stanno cercando di impadronirsene. Blaine si vede costretto a evacuare la nave e ad attivare l'autodistruzione ma non tutti riescono a fuggire verso la relativa salvezza della Lenin; una parte dell'equipaggio si dirige verso il pianeta e perde la vita, bruciando nel rientro nell'atmosfera, secondo quanto poi i Motie riferiscono. In realtà gli uomini sono sopravvissuti al rientro, ma sono stati uccisi dai Guerrieri Motie perché hanno trovato una specie di museo alieno scoprendo così il segreto dei Cicli. Alcuni ambasciatori alieni vengono ricevuti nella capitale di Settore umana e una commissione imperiale, cui partecipa anche Blaine, deve decidere riguardo al comportamento da tenere nei confronti degli alieni. Quando sta per essere approvato l’accordo che avrebbe permesso ai Motie di fondare colonie al di fuori del loro pianeta e che avrebbe fatto sì che in breve tempo gli alieni non sarebbero stati più controllabili da parte dell’Impero dell’Uomo, un ufficiale di marina che era stato al servizio di Blaine nota la somiglianza tra i demoni e una delle tante figure espulse prima della distruzione della sonda automatica. Messi alle strette gli ambasciatori alieni ammettono il tentativo di inganno e svelano la verità. I Moties intanto hanno sviluppato la tecnologia necessaria per il volo interstellare. L’Impero decide allora una sorta di embargo sorvegliando l’unico punto di emersione dall’iperspazio da cui possono fuggire le navi Moties e distruggendole sistematicamente, in attesa del prossimo crollo che porrà fine a questo Ciclo.