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I SIMULACRI

Idea: 5/5 Trama: 3/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: THE SIMULACRA
Autore: Philip K. Dick
Anno: 1964
Genere: FS Metafisica / Speculativa
Edizione: Fanucci – Collezione Immaginario Dick

 

 

Commento:
Il romanzo è ambientato nel XXI secolo nei cosiddetti “Stati Uniti d’Europa e d’America” (USAE), composti dagli odierni Stati Uniti e dalla Germania. Nominalmente ancora una democrazia, il paese è in realtà governato da un consiglio segreto che non impedisce però che il paese precipiti in una guerra civile ordita da alcune grandi multinazionali.
Il governo esercita un forte controllo sulla vita quotidiana; l’intrattenimento stesso è prerogativa della Casa Bianca: soltanto i dilettanti invitati ad esibirsi di fronte alla First Lady vanno in onda in televisione. L’unica via di fuga è l’espatrio su Marte, dove per vincere la solitudine la maggior parte dei coloni acquista almeno una famiglia di simulacri, robot androidi.
Su questo fondo Dick ritrae una lunga serie di personaggi e vicende che non permettono di individuare nessuna trama o protagonista principale. L’opera è sicuramente di valore: i personaggi sono ben caratterizzati, gli intrecci ben costruiti riescono a dare una idea chiara e verosimile, senza mai cadere in noiose descrizioni analitiche, del contesto sociale e culturale immaginato dall’autore.
A mio parere, tuttavia, il romanzo soffre la mancanza di un forte nucleo centrale e l’eccessiva frammentazione dovuta al gran numero di personaggi e vicende interconnesse fra loro. Lascia perplessi, inoltre, il finale improvviso che conclude l’opera proprio nel momento culminante dell’intreccio allo scoppio del conflitto.
Una lettura comunque consigliata, ricca, come è consuetudine per Dick, di idee innovative e spunti di riflessione originali.

Trama (attenzione spoiler!):
Il Presidente gli USAE continua formalmente a ricoprire la carica più importante dello stato e ad essere democraticamente eletto ogni quattro anni, ma tutta la popolazione sa che il vero potere è esercitato dalla First Lady, l'eternamente giovane Nicole Thibodeaux. In realtà il Presidente, Der Alte, è soltanto un simulacro, ovvero un androide che deve fungere da figura paterna e rassicurante per l'intera popolazione; la stessa First Lady è soltanto un’attrice che agisce per conto di un consiglio segreto che si rivela soltanto nelle fasi finali del romanzo.
Il governo ha il controllo della macchina del tempo con cui è possibile esplorare, oltre che il passato, anche i diversi futuri alternativi possibili. Tramite di esso è stato trasportato nel tempo futuro il maresciallo Goering per negoziare un patto con i nazisti: armi, che permetterebbero loro di vincere la seconda guerra mondiale, in cambio della salvezza degli Ebrei.
A questo accordo si oppone Bertold Goltz, il fondatore di un movimento “neonazista” (i figli di Giobbe) che ha misteriosamente accesso anche alla macchina del tempo. Alla fine dell'opera si scopre che è lui in realtà il capo del misterioso consiglio che governa realmente il paese. Sempre nelle fasi finali dell'opera scoppia una guerra civile che vede combattere da una parte il governo di Nicole, sostenuta dall'esercito, e dall’altra i due grandi monopoli, sostenuti dalla Polizia Nazionale: la multinazionale Karp, che fino ad ora aveva realizzato i simulacri di Der Alte, e la A.G. Chemie che ha appena ottenuto la messa al bando della psicoterapia in modo da detenere il monopolio assoluto delle cure psichiatriche.
La Karp e il comandante della Polizia Nazionale tentano di destabilizzare la situazione rendendo nota la vera natura di Der Alte e della First Lady; l’esercito reagisce sganciando due testate nucleari sulle sedi centrali delle due multinazionali. Per tenere sotto controllo il potere della Karp il governo aveva deciso di assegnare l'appalto per il prossimo Der Alte ad una piccola azienda sull’orlo del fallimento, la Rosen.
Qui lavora Ian Duncan che interviene a sua volta in due vicende distinte: “ruba” la moglie al fratello con cui vive nel medesimo condominio e ottiene finalmente di esibirsi di fronte alla First Lady con il suo amico Al Miller, come suonatori d'anfora. Durante questa esibizione, un robot che portavano sempre con sè per influenzare la psiche degli spettatori, morde, controllato da Looney Luke, capo di Miller e monopolista delle astronavi, la First Lady che ritiene i due dei traditori e cancella loro parte della memoria riguardante l'incontro con Nicole e l'esibizione.
Infine abbiamo il pianista telecinetico sovietico Kongrosian, affetto da strane forme di pazzia ma i cui poteri nel finale dell’opera uccidono il capo della Polizia Nazionale e salvano Nicole.