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I PRIGIONIERI DEL CADUCEO

Idea: 3/5 Trama: 2/5 Stile: 2/5

Titolo Originale: CADUCEUS WILD
Autore: Ward Moore
Anno: 1959
Genere: FS Sociologica
Edizione: Mondadori – Urania n.1618

 

 

Commento:
Il romanzo rientra nei canoni della classica distopia. E' ambientato nel XXI secolo, dopo quella che sembra essere stata una devastante guerra batteriologica su scala mondiale, che ha posto fine alla società come la conosciamo e ha instaurato la medarchia, il governo dei medici.
Con la sola esclusione, per motivi sconosciuti, dell'Inghilterra, ovunque nel mondo i dottori, forti di essere i salvatori dell'umanità dalle epidemie che hanno quasi azzerato la popolazione durante e dopo il conflitto, hanno preso il potere con l'obiettivo di preservare la salute dei superstiti. Accurati e frequenti controlli medici, l'obbligo di portare con se la propria cartella medica, restrizioni su qualsiasi attività potenzialmente pericolosa per la salute, da misure d'emergenza sono divenute le forme con cui la classe medica ha imposto il proprio controllo su tutti gli altri cittadini.
I pazienti, i comuni cittadini, costituiscono il livello più basso della nuova piramide sociale a cui gradi superiori si trovano coloro che hanno a che fare con i medici (infermieri, medipol) e il cui vertice, nel Nord America, è rappresentato dal Direttore Sanitario, il Sommo Dottore. Sotto i pazienti, troviamo gli anormali, i reietti, coloro che si oppongono in misura più o meno strutturata al nuovo ordine, e per questo considerati non solo eversivi ma malati mentali. L'unico rimedio per loro è la tanatizzazione, l'eutanasia. Ogni disciplina, ogni impulso intellettuale che sia al di fuori della scienza medica è bandito come inutile spreco; la carriera di ognuno viene determinata dall'analisi genetica, che regola altresì il matrimonio e la riproduzione.
Come da classico schema narrativo, i protagonisti del romanzo appartengono alla cerchia degli anormali: due innamorati che, tra mille avversità, cercano di sfuggire alle grinfie della medarchia, alle prese a sua volta con una insospettabile crisi interna sfociata in un colpo di stato.
L'impostazione dell'opera rispetta i tradizionali canoni della distopia, con l'originale l'utilizzo della professione medica nell'inedito ruolo di tiranno. La società ritratta dall'autore sembra essere ispirata al mondo del "socialismo reale": l'oppressivo controllo sulla vita quotidiana di ogni individuo, la classificazione di ogni oppositore come vero e proprio "malato", un grigio ceto burocratico che opprime l'intera società, periodicamente sconvolto da lotte intestine, il rovesciamento del ruolo oppresso/oppressore sono tutti elementi con un forte riferimento analogico, il che, data la collocazione temporale dell'opera, non può certo stupire .
Sfortunatamente, nel complesso, l'opera manca però di credibilità; l'autore non fornisce un retroterra che spieghi come un simile regime possa essersi instaurato nel mondo intero (perchè proprio ha fallito solo in Inghilterra poi?). L'intreccio, di natura essenzialmente avventurosa, è abbastanza banale e le scene che dovrebbero possedere maggior tensione narrativa hanno un ritmo troppo cadenzato.
Nel complesso, un'opera discreta che consigliamo soprattutto agli amanti del genere distopico, come curiosa variante.