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LA PORTA DELL'INFINITO

Idea: 4/5 Trama: 4/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: GATEWAY
Autore: Frederik Pohl
Anno: 1977
Genere: Space Opera
Edizione: Editrice Nord – Cosmo Oro n. 38

 

Commento:
Il romanzo è ambientato in un cupo XXI secolo. L'uomo ha colonizzato Venere e Marte ma l'enorme sovrappopolazione determina condizioni di vita assai misere sia sulla Terra che nelle colonie. Proprio su Venere sono stati ritrovati alcune strutture e manufatti di una antica razza aliena, gli Heechee, e un esploratore, armeggiando con i comandi di una loro navicella spaziale, ha trovato casualmente un asteroide, Gateway, che è diventato la nuova speranza dell'umanità.
Gateway infatti, una stazione di transito Heechee, è dotata di centinaia di piccole navette ancora funzionanti che possono portare, grazie ad una tecnologia che gli scienziati terrestri non sono riusciti ancora a comprendere, l'uomo nello spazio profondo, verso nuovi sistemi solari. Le grandi potenze della Terra, dopo la scoperta di Gateway, hanno creato una società, un consorzio che si occupi dell'esplorazione e dello sfruttamento dei manufatti, delle tecnologie aliene riportate dai cosiddetti cercatori, i nuovi pionieri che partano da Gateway per esplorare il cosmo.
Le missioni sono molto rischiose, non è infatti possibile prevedere la destinazione delle rotte che le astronavi seguiranno, e la maggior parte si risolve in un nulla di fatto; ma quei cercatori che riescono a scoprire mondi colonizzati dagli Heechee o importanti manufatti vengono ricompensati con grandi ricchezze che permettono loro di sfuggire ad una vita di privazioni e miseria.
Il protagonista è Robinette (Bob) Broadhead, un povero minatore terrestre che impiega la somma vinta ad una lotteria per pagare il costoso viaggio fino a Gateway dove spera di trovare la fortuna di una vita. Bob è agli antipodi del tipico eroe intrepido e senza macchia delle space opera: indeciso, se non codardo, con una psiche contorta e tormentata da sensi di colpa e vari complessi.
L'intreccio avanza su due filoni paralleli, a capitoli alternati. Mentre nel primo sono narrate le vicessitudini di Bob, il suo sbarco su Gateway, le missioni che deve affrontare... il secondo è ambientato anni dopo ed è interamente focalizzato sugli estenuanti colloqui che Bob intraprende con il computer-psichiatra Sigfrid Von Shrink. A complemento, l'autore inserisce spezzoni di varia natura, annunci, pubblicità, regolamenti, note, rapporti che aiutano il lettore a farsi un'idea della vita su Gateway e, in generale, di tutto il contesto sociale dell'epoca.
Il giudizio complessivo sull'opera è ottimo. Un'idea di base originale, con l'eterno fascino della misteriosa e sconosciuta civiltà aliena, sostenuta da una trama avvincente e scorrevole che procede senza alcuna pausa o stasi narrativa e fa partecipe il lettore delle emozioni e dei sentimenti del protagonista, ritratto nella sua vera e intima natura, umano tra gli umani, non disceso dall'Olimpo degli eroi. Una Space Opera dalle forti tinte intimistiche in cui Pohl, come tradizione, non rinuncia a inserire quegli elementi di analisi sociologica che sono tipici di gran parte della sua produzione.

Trama (attenzione spoiler!):
Robinette (Bob) Broadhead, è un minatore terrestre che impiega la somma vinta ad una lotteria per pagare il costoso viaggio fino a Gateway. Arrivato presso la stazione spaziale, frequenta i corsi d'istruzione, prendendo confidenza con le navette Heechee ed esplorando i cunicoli della stazione spaziale. E' possibile impartire delle istruzioni di rotta alla navicelle ma soltanto in un codice alieno, non ancora tradotto: pertanto la destinazione di ogni missione e sconosciuta ed è impossibile cambiarla una volta partito il volo. Le navicelle sono di tre tipi, e corrispondenti dimensioni: Uno, Tre e Cinque a seconda del numero di membri dell'equipaggio e ciascuna ha in dotazione un modulo di atterraggio, per scendere, nel caso, su un pianeta scoperto.
Terminate le lezioni, Bob pospone il più possibile la scelta di una missione, svolgendo lavori saltuari presso Gateway e stringendo nel frattempo una relazione amorosa con un'altra cercatrice, Gelle-Klara Moynlin. Anche Klara ha paura di ritornare nello spazio dopo la sua prima missione che però le ha fruttato un'ottima ricompensa con cui può permettersi una vita più agiata presso Gateway. Rompendo gli indugi, una notte, Bob e Klara decidono finalmente di partecipare ad una missione, a bordo di una Cinque, con tre omosessuali. La missione non dà però alcun esito apprezzabile.
Tornati su Gateway, Bob e Klara sono attraversati da una tensione sempre più palpabile che esplode in una lite furiosa durante la quale Bob colpisce ripetutamente Klara. La donna torna su Venere mentre Bob, per la disperazione, si imbarca in una delle prime missioni che trova a bordo di una Uno. La meta sembrerebbe molto promettente ma le speranze di Bob sono distrutte quando scopre di aver soltanto riscoperto Gateway Due, un'altra base spaziale, più piccola dell'originale. Per la frustazione, Bob finisce col distruggere la navetta Heechee ma fortunatamente alcune casuali scoperte fatte durante il viaggio gli valgono una buona ricompensa che non solo gli permette di ripagare la multa inflittagli dalla società ma di avere un gruzzoletto per campare per qualche altro tempo.
Bob decide infine di partecipare ad un terzo viaggio organizzato dalla società che gestisce Gateway il cui scopo è di inviare due navi da cinque, una leggermente dietro all'altra, alla stessa destinazione. Poco prima della partenza, Bob scopre che parteciperà alla missione anche Klara, ritornata su Gateway e decisa a riprendere il loro rapporto, i due però non sono assegnati alla stessa navetta. L'esito della missione è infausto, le due navicelle mergono infatti nelle vicinanze di un buco nero, senza energia sufficiente per sfuggire alla sua fatale attrazione gravitazionale. Viene così tentato un piano disperato che prevede di collegare le due navi, trasferendo l'intero equipaggio in una sola delle due e facendo esplodere i moduli di atterragio in modo che la navicella vuota precipi verso il buco nero, consentendo all'altra di raggiungere la velocità di fuga. Per un disguido, Bob si ritrova nella navicella sbagliata quando termina il tempo utile; decide dunque di sacrificarsi, sigillando comunque il portello fra le due navi ma, dopo l'esplosione, è la sua quella che riesce a scappare dal buco nero...
Bob torna dunque vivo e vegeto su Gateway, impossessandosi di una immensa fortuna giacchè, essendo l'unico sopravvissuto, riceve l'intero premio messo a disposizione dalla società per la missione: dieci milioni di dollari più altre ricche ricompense derivanti dai dati raccolti presso il buco nero. Egli è però angosciato dal grande senso di colpa per aver abbandonato suoi compagni, specialmente Klara. Con l'enorme ricchezza di cui ora è in possesso, Bob può permettersi una copertura assicurativa sanitaria totale e decide così di tentare un programma di terapia psicologica con un'intelligenza artificiale di nome Sigfrid von Shrink. Solo dopo numerosi colloqui, Bob identifica e affronta l'origine reale della sua sofferenza: l'idea che, a causa della dilatazione temporale relativistica, i suoi compagni siano ancora là, vicini a precipitare nel buco nero e soprattutto che per tutta la sua esistenza Klara vivrà sempre un unico momento, quello nel quale lui l’ha abbandonata.