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MISSIONE ETERNA

Idea: 2/5 Trama: 3/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: FOREVER FREE
Autore: Joe Haldeman
Anno: 1999
Genere: FS Metafisica / Speculativa
Edizione: Mondadori – Urania Collezione n.76

 

Commento:
Proseguono le avventure di Mandella e della sua famiglia nel tentativo di sottrarsi dall’ingombrante tutela di “Uomo”, la mente collettiva dell’umanità dei cloni. Siamo certi lontani dalle vette toccate da “Guerra Eterna” e il ricorso nella parte finale dell’opera ad un enigmatico “deus ex machina” di natura all’apparenza quasi divina non convince. Contiene comunque qualche spunto interessante e lo stile è sempre su ottimi livelli.

Trama (attenzione spoiler!):
Mandella e sua moglie lanciano l’idea di imbarcarsi nuovamente in un viaggio relativistico per tornare sul pianeta Dito Medio 40mila anni dopo. Raccolgono l’equipaggio e partono, nonostante l’opposizione dell’”Uomo”, o meglio solo dei suoi membri terrestri. Il viaggio tuttavia deve essere interrotto poco tempo dopo la partenza a causa dell’incredibile e illogica sparizione dell’antimateria del motore dell’astronave. Quasi tutti i membri dell’equipaggio tornano su Dito Medio ma scoprono che tutti gli abitanti, sia uomini, che membri dell’Uomo, che taurani del pianeta e anche della Terra sono scomparsi. Durante la missione di esplorazione mandata sulla Terra, si manifesta la causa di tutto questo: il “Senza Nome”, un dio che annuncia la fine del suo esperimento in questa galassia. Dopo il colloqui con Mandella, sua moglie e sua figlia annuncia però loro il ritorno di tutti gli abitanti scomparsi.

Citazione:

[Il “Senza Nome” a colloquio con la moglie e la figlia di Mandella…]

Ma tu conosci già il futuro – disse Marygay. 
La cosa dentro Max roteò gli occhi – Non è una linea. E’ una tavola. Ci sono futuri di ogni sorta. Altrimenti perché darsi la pena di sperimentare? 
Sara prese la parola. – Non andartene – Lui la guardò con un’espressione spazientita. – Noi vediamo le cose come una linea, che collega causa ed effetto. Ma tu vedi milioni di linee sulla tua tavola. 
– Un’infinità di linee.
– Okay. C’è qualcos’altro nell’universo oltre alla tua tavola? Ci sono altre tavole? C’è una stanza?
Lui sorrise. – Ci sono altre tavole. Se si trovano in una stanza, non ne ho mai visto le pareti.