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INCANDESCENCE

Idea: 5/5 Trama: 3/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: INCANDESCENCE
Autore: Greg Egan
Anno: 2008
Genere: Hard SF
Edizione: Mondadori – Urania n.1562

 

 

 

 

Commento:
Divulgare scienza non è semplice, ancora meno lo è creare opere di scrittura creativa basate su concetti scientifici. E se i concetti utilizzati sono, per di più, di non immediata comprensione anche per chi non sia "scientificamente analfabeta" già il semplice tentativo merita un encomio. Ecco perchè mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo; soprattutto a chi, come me, è irresistibilmente attratto e subisce il fascino di quelle lavagne piene di formule a prima vista astruse e incomprensibili che armoniosamente risolvono la complessità e l'apparente caos della realtà.
Il nucleo della trama di Incandescence è il rinascimento scientifico che sconvolge l'esistenza degli strani alieni del popolo della Scheggia, un planetoide situato nel disco di accrescimento di una stella di neutroni. Novello Galileo e Newton messi assieme, Zak è il primo alieno a interrogarsi sulla natura del movimento, sulla strana distribuzione della forza peso all'interno della Scheggia (gli alieni popolano l'interno di questo planetoide, la cui superficie, esposta alle radiazioni provenienti dal mostro stellare, è inabitabile).
Zak e i suoi discepoli costruiscono dal nulla, senza alcuna osservazione dell'esterno ma basandosi su semplici esperimenti di galileiana memoria, la fisica newtoniana e la relatività generale, arrivando a descrivere la geometria dello spazio tempo e a concepire il moto come il prodotto delle distorsioni portate in essa dalle masse dei singoli corpi.
A dire il vero, alcuni passaggi logici risultano forzati e appare irreale la velocità con cui questi alieni arrivano, in neanche due generazioni, a formulare quei principi che hanno richiesto quattro secoli all'umanità (ma forse siamo noi che stiamo peccando di antropocentrismo ad essere dalla parte del torto!)... La lettura non è certo agevole, diverse parti del romanzo sono infatti comprensibili pienamente soltanto a chi possiede un' istruzione scientifica e una conoscenza della fisica di medio o, in certi punti, di alto livello. Detto questo, la narrazione cattura il lettore, che sente di dover essere lui in prima persona a comprendere e interpretare i risultati degli esperimenti di Zak e a ragionare sulle possibili spiegazioni e sulle contraddizioni delle teorie formulate: ci si ritrova trasportati, da protagonisti, nell'epopea della scienza, alla base dell'intera odierna civiltà umana.
In conclusione, un romanzo che consiglio a tutti... assieme all'avvertenza, però, di non aspettarsi una lettura semplice e accomodante, ma un testo che necessita, in diversi punti, di una rilettura, che si comprende e si digerisce poco alla volta, soprattutto per chi con la fisica e la matematica non andava molto d'accordo ai tempi del liceo!

Trama (attenzione spoiler!):
In un lontano futuro, l'intera Galassia è unificata nella cultura dell'Amalgama, tranne il nucleo, sede della misteriosa civiltà dei Superbi, chiamati così per il loro rifiuto di avere qualsiasi contatto con l'esterno. Gli abitanti dell'Amalgama hanno vite lunghissime, possiedono backup digitalizzati delle proprie coscienze e spesso abbandonano l'esistenza materiale per accedere a realtà virtuali adattate alla personalità e al background razziale di ciascuno.
Il romanzo si apre con l'incontro di un gruppo di amici, appartenenti a razze e popolazioni molto differenti tra di loro, con un viaggiatore di nome Lahl, il quale asserisce di aver scoperto nel territorio dei Superbi le tracce di una vita organica, un'altra civiltà figlia della panspermia del DNA, ancora sconosciuta. Rakesh e Parantham accettano la sfida, consapevoli del rischio che corrono dirigendosi verso il territorio dei Superbi, usando la loro rete di teletrasporto e quindi consegnando loro le proprie coscienze.
Rakesh e Parantham scoprono, pezzo per pezzo, la storia di questo popolo sconosciuto: si tratta di una civiltà nata nel centro della Galassia e distrutta dal passaggio di una stella a neutroni attraverso il sistema solare in cui abitava. Le terribili forze scatenate dalla stella a neutroni distrussero il loro pianeta natale ma gli alieni non si estinsero. Grazie alle loro avazatissime conoscenze di ingegneria genetica modificarono il proprio DNA e quello di altri esseri viventi animali e vegetali in modo da essere in grado di vivere all'interno dei piccoli planetoidi nati dal collasso del pianeta, orbitanti nel disco di accrescimento della stella a neutroni.
L'altro filone della trama è ambientato tra gli unici superstiti rimasti di questo popolo sfortunato, che abitano ancora in uno di quei planetoidi, che essi chiamano la Scheggia. Sono alieni insettoidi, la cui vita è basata su una forma di agricoltura possibile grazie al nutrimento proveniente dal disco di accrescimento, da essi indicato col termine Incandescenza per la luce che emana, in cui il planetoide orbita e la cui società ha un carattere spiccatamente comunitario: ciascun individuo anela appartenere a un gruppo di lavoro impegnato in una delle tante attività tramandate di generazione in generazione.
La Scheggia orbita attorno alla stella di neutroni, verso cui rivolge sempre la medesima faccia. Il vecchio Zak è il primo a interessarsi della natura del moto e della strana distribuzione della forza peso all'interno della Scheggia. La sua prima allieva è Roi e con lei, e con i molti altri discepoli che il loro gruppo cattura, Zak formula le basi della fisica arrivando addirittura a concepire la natura geometrica dello spazio-tempo. Zak e i suoi intuiscono che la Scheggia si sta lentamente avvicinando al Mozzo, il nome da loro attribuito alla stella di neutroni, quella misteriosa entità che curva lo spazio-tempo, e iniziano quindi la costruzione di diversi tunnel che, aperti e chiusi, permettano di regolare e modificare l'orbita della Scheggia.
La prima apertura del tunnel modifica l'orbita della Scheggia facendola oscillare verticalmente rispetto al piano del disco di accrescimento e permettendo così per la prima volta agli alieni di uscire sulla superficie e di osservare il vuoto. Zak è il primo a farlo e viene bruciato vivo nel momento in cui la Scheggia torna nel piano del disco di accrescimento, nell'Incandescenza. L'osservazione del vuoto permette di scoprire il Viaggiatore, una stella che, catturata dalla stella a neutroni, sta precipitando in spirale verso di essa. Roi e i suoi allievi capiscono il pericolo e iniziano la costruzione di vari tunnel che permettono alla Scheggia di mettersi al riparo e sopravvivere all'esplosione finale con cui il Viaggiatore precipita nel Mozzo.
Intanto Rakesh e Parantham hanno rintracciato la Scheggia e, tramite un avatar costruito geneticamente con il DNA alieno, indagano sulla loro società. Rakesh fa amicizia con un solo alieno, una femmina di nome Zey, l'unica incuriosita dal suo aspetto insolito e dai suoi racconti. In seguito si scopre che la particolarità di Zey è di natura genetica: il popolo della Scheggia è stato costruito dai suoi antenati in maniera che la maggioranza degli individui non nutrisse alcuna sete intellettuale e non provasse alcuna pulsione o insoddisfazione; soltanto pochi individui sono destinati a rimanere attivi in tal senso, come sentinelle. La presenza di una crisi causerebbe però un risveglio generale e tutti gli sforzi sarebbero stati quindi indirizzati per capire la natura del pericolo e affrontarlo. Rakesh decide così di portare Zey nell'Amalgama, non avendo il coraggio di lasciarla, per sempre insoddisfatta e isolata, tra i suoi simili.