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GUERRA AL GRANDE NULLA

Idea: 3/5 Trama: 2/5 Stile: 3/5

Titolo Originale: A CASE OF CONSCIENCE
Autore: James Blish
Anno: 1958
Genere: FS Metafisica / Speculativa
Edizione: Editrice Nord – Cosmo Oro – I Classici della Fantascienza n.17

 

Commento:
L’argomento attorno il quale è costruita la vicenda narrata nel romanzo è di matrice teologica. Il protagonista è padre Ramon, uno studioso, biologo, gesuita. Egli ritiene che Lithia, un pianeta alieno appena scoperto, e la razza intelligente che lo abita siano frutti del demonio, attribuendo a Satana una potenza creatrice e cadendo così nell’eresia manichea. Intanto, uno di questi alieni vive e cresce sulla Terra, minacciando di distruggere, come un novello anticristo, l’intera società terrestre, prima che padre Ramon riesca a porre un rimedio definitivo all’aberrazione…
Lo spunto, intrigante e promettente, non viene però approfondito come merita. I passaggi logici che dovrebbero sostenere la tesi del protagonista e, in generale, i riferimenti teologici sparsi nel romanzo sono spesso soltanto accennati, trattati in maniera superficiale o argomentati in maniera oscura o non conclusiva. 
Anche la trama è in fin dei conti abbastanza noiosa, alcune parti, in particolare, sembrano avulse dallo scenario generale, inutili accessori che prolungano soltanto l’attesa per il rendez-vous finale.
Nel complesso il romanzo è un’opera interessante ma allo stesso tempo un’occasione mancata per un grande libro.

Trama (attenzione spoiler!):
Il protagonista del romanzo è un gesuita, Padre Ramon. Egli fa parte, come biologo, insieme ad altri tre scienziati, di una commissione incaricata d’analizzare il pianeta Lithia e la civiltà che lo popola allo scopo di decidere se colonizzare o meno il pianeta. 
I lithiani sono esseri dall’aspetto simile ai rettili terrestri ma in possesso di una postura eretta e alti in media oltre i tre metri. Dotati di una intelligenza anche superiore a quella umana, hanno sviluppato conoscenze incredibili nel campo dell’elettrostatica mentre le caratteristiche del loro pianeta natale hanno impedito loro di scoprire il magnetismo e di accedere, quindi, ai rami più avanzati della Fisica. Essi non praticano cure parentali, i loro piccoli ripercorrono l’evoluzione della specie durante l’infanzia, assumendo dapprima la forma di piccoli girini e in seguito, nel corso dello sviluppo, di organismi via via più sviluppati fino ad ottenere l’aspetto finale ed essere accolti nella comunità. I lithiani vivono in piena armonia, all’interno di una organizzazione sociale perfettamente razionale, priva di ogni attrito o conflitto, pur non credendo in nessuna divinità e non avendo comandamenti o leggi, in una specie di eterno Eden in cui il frutto dell’albero del bene e del male non è mai stato mangiato.
Padre Ramon giudica l’intero pianeta Lithia e la società Lithiana opere demoniache, create come ultima tentazione per l’uomo per poterlo illudere della possibilità di una vita perfetta senza nessun Dio. Venuto il momento di decidere se il pianeta Lithia meriti d’essere colonizzato, padre Ramon raccomanda dunque di vietarne l’accesso; altri due altri scienziati ritengono che, comunque, sfruttarlo non convenga, data la scarsità di materie prime ivi presenti; solo il quarto, un fisico di nome Cleaver, lo pensa invece adatto alla colonizzazione, anche se solamente per costruirvi e depositarvi bombe termonucleari. 
Lithia viene dunque escluso dalle rotte terrestri per voto a maggioranza di tre a uno. Un lithiano però, appena prima che i quattro scienziati facciano ritorno a casa, dona al gesuita un vaso contenente al suo interno l’embrione in vitro del proprio figlio, di nome Egtverchi.  Questi viene portato sulla Terra dove viene al mondo e ottiene i diritti di cittadinanza da parte dell’ONU. La stragrande maggioranza della popolazione terrestre del 2050 vive in enormi sotterranei, costruiti nei decenni prima per la paura di un conflitto nucleare. Il precario equilibrio su cui si regge l’intera società viene messo a dura prova dall’operato del Lithiano che, con le sue parole indirizzate contro il conformismo e la morale terrestre, solleva milioni di emarginati, scatenando le psicosi latenti dovute alla vita nel sottosuolo. Egtverchi s’imbarca poi sopra un’astronave diretta al suo mondo, allo scopo di prenderne il controllo. 
Intanto, durante le celebrazioni dell’Anno Santo, padre Ramon viene convocato dal Papa, che gli conferma la scomunica quale eretico manicheo, ma allo stesso tempo lo incarica di esorcizzare il diabolico pianeta e i suoi abitanti: anche il Santo Padre è infatti convinto della natura maligna di Lithia. Padre Ramon si reca sulla Luna presso l’osservatorio astronomico dove, grazie ad una recentissima invenzione, è possibile osservare, tramite telescopio, il pianeta Lithia senza alcun ritardo temporale relativistico. 
Nei mesi precedenti, nonostante il parere negativo della commissione, l’ONU ha iniziato a costruire impianti nucleari sul pianeta, sotto la direzione di Cleaver. Quando lo scienziato alla guida dell’osservatorio comunica a padre Ramon di aver individuato una falla nel processo ideato da Cleaver in grado di poter distruggere l’intero pianeta, il gesuita inizia l’esorcismo. 
Il romanzo si chiude con l’esplosione del pianeta, lasciando in sospeso se questa sia dipesa dall’esorcismo o dalla casualità prevista dallo scienziato…