Condividi
Tweet
Titolo Autore Genere Anno Voto
Cerca per:

 

FIORI PER ALGERNON

Idea: 5/5 Trama: 5/5 Stile: 5/5

Titolo Originale: FLOWERS FOR ALGERNON
Autore: Daniel Keyes
Anno: 1966
Genere: Innerspace SF
Edizione: Edizione Nord – Cosmo Biblioteca n.5

 

Commento:
“Fiori per Algernon” è il diario tenuto da Charlie, un minorato mentale, durante l’esperimento che dovrebbe aumentare la sua intelligenza. Romanzo commovente, che immerge il lettore nel dramma vissuto da Charlie. Magistrale l’uso del lessico, della costruzione della frasi, della sintassi per testimoniare e illustrare i cambiamenti di Charlie. Un vero e proprio capolavoro!

Trama (attenzione spoiler!):
Charlie è un deficiente, un minorato mentale. Nonostante sia stato scacciato, ancora adolescente, dalla sua famiglia e abbia trascorso vent’anni della sua vita come umile inserviente, ha ancora intatta la voglia di essere come gli altri, di diventare anche lui “intelligente”. Per caso conosce così un istituto dove tenta di imparare a scrivere e a leggere e viene notato proprio per il suo grande, commovente impegno. Viene così scelto come cavia per testare una formidabile cura che dovrebbe permettere di trasformare anche un deficiente come lui in un genio, triplicando il suo quoziente intellettivo.
“Fiori per Algernon” è il diario che Charlie inizia a tenere da poco prima dell’operazione per volontà dei medici che lo seguono in modo che i suoi scritti possano testimoniare il cammino unico al mondo che la psiche di Charlie si appresta ad attraversare. I cambiamenti si avvertono anche nell’utilizzo del lessico, nella grammatica e nella sintassi… da una scrittura basata su proposizioni elementari e infarcita di errori si passa ad un uso elegante e raffinato della parola che fa da testimone alla “fioritura” della mente di Charlie, cui si aprono miriadi di mondi in cui egli si immerge senza posa, tentando di soddisfare la sua inesauribile sete di sapere.
Il diario raccoglie il travaglio mentale di Charlie che si ritrova a dover raggiungere in poche settimane quella maturità emotiva che un bambino raggiunge in anni se non decenni. In certi momenti arriva addirittura a rimpiangere la vita da “deficiente”: si rende conto, ora, che tutte le persone che conosceva, ben lungi dall’essere gli amici che lui pensava, non facevano altro che deriderlo, prendersi gioco di lui in ogni momento della sua vita passata… ora Charlie è solo e questa consapevolezza distrugge la sua anima.
Ma il passato di Charlie non è rimosso: è sempre in agguato nel suo subconscio e torna nei momenti più inaspettati… e alla fine a prevalere è quel bambino che si nasconde ancora in lui: la cura infatti fallisce e Charlie regredisce fino a tornare il deficiente che era: gli rimangono soltanto barlumi, lampi di quello che è riuscito ad essere per un breve periodo. L’ultimo suo desiderio è che qualcuno vada a deporre dei fiori sulla piccola tomba che aveva costruito per Algernon, il topolino con cui doveva gareggiare negli esperimenti… anche lui vittima della cura.