Condividi
Tweet
Titolo Autore Genere Anno Voto
Cerca per:

 

FANTERIA DELLO SPAZIO

Idea: 4/5 Trama: 4/5 Stile: 5/5

Titolo Originale: STARSHIP TROOPERS
Autore: Robert Heinlein
Anno: 1959
Genere: FS Militare
Edizione: Mondadori – Urania Collezione n.17

 

 

 

 

Commento:
Un classico della Fantascienza militare, in cui Heinlein teorizza una società quasi aristocratica, dove il diritto di piena cittadinanza è concesso solo ai veterani militari. Trama avvincente e spunti sociologici interessanti ne fanno un'opera di valore la cui lettura è assolutamente consigliata.

Trama (attenzione spoiler!):
La Terra è governata da un unico ente mondiale e i suoi governanti sono eletti solo dai veterani, coloro che hanno fatto parte dell’esercito a cui si accede tramite arruolamento volontario. Il protagonista è Juan “Jhonny” Rico, un giovane di famiglia benestante che decide di arruolarsi nella fanteria spaziale. Rico percorre tutti i gradi della carriera militare fino a ottenere il comando di un battaglione mentre l’umanità è in guerra contro una razza aliena dall’aspetto simile ad insetti.

Citazione:

[il professore Dubois spiega a lezione…]

— Mi congratulo. Sia per ragioni pratiche sia per ragioni morali matematicamente verificabili, autorità e responsabilità devono essere uguali, altrimenti avviene uno sbilanciamento, potete esserne certi come del fatto che la corrente scorre fra punti di diverso potenziale. Insediare un'autorità senza responsabilità significa provocare un disastro. Attribuire a qualcuno la responsabilità di qualcosa che non controlla equivale a comportarsi con cieca idiozia. Le democrazie erano instabili perché i loro cittadini non erano responsabili per il modo in cui esercitavano la loro autorità sovrana, tranne che sul piano della storia. Il tributo che dobbiamo versare noi per ottenere il diritto di voto era qualcosa di inconcepibile a quei tempi. Non si faceva niente per stabilire se un elettore era socialmente responsabile nella stessa misura dell'autorità che gli era consentito esercitare. Se votava l'impossibile, succedeva un disastro possibile, e a quel punto volente o nolente era costretto ad assumersi la responsabilità, che distruggeva sia lui sia il suo tempio privo di fondamenta. Considerandolo in modo superficiale, il nostro sistema è solo lievemente diverso: noi non facciamo questione di età, colore, credo, nascita, ricchezza, sesso o ideologia. Chiunque può guadagnarsi l'autorità sovrana grazie a un periodo di servizio militare normalmente breve e non eccessivamente arduo, qualcosa che i nostri antenati, gli uomini delle caverne, avrebbero considerato niente di più di un leggero esercizio fisico. Ma è quella sottile differenza a distinguere un sistema che funziona, in quanto costruito per corrispondere alla realtà, da uno intrinsecamente instabile. Poiché il diritto di voto rappresenta il massimo in fatto di autorità umana, facciamo in modo di assicurarci che colui che lo esercita sia disposto ad accettare il massimo della responsabilità sociale. Chiediamo a chiunque desideri esercitare un controllo sullo Stato di mettere in gioco la propria vita, e di perderla se necessario, per salvare la vita dello Stato. Il massimo della responsabilità che un essere umano può accettare è così equiparato al massimo di autorità che lo stesso essere può esercitare. Tanto mi dà tanto, e siamo a posto.