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FAHRENHEIT 451

Idea: 5/5 Trama: 4/5 Stile: 5/5

Titolo Originale: FAHRENHEIT 451
Autore: Ray Bradbury
Anno: 1953
Genere: FS Sociologica
Edizione: Mondadori – Oscar Classici Moderni

 

 

 

 

Commento:
Il romanzo è una classica distopia in cui Bradbury descrive un mondo di un futuro non troppo lontano in cui la follia regola le relazioni tra gli esseri umani come tra le nazioni. L’uomo è sommerso dai “divertimenti solidi e compatti”: schermi televisivi giganteschi coprono le pareti di tutte le case, macchine sempre più potenti percorrono le strade a velocità folli. I libri, pericolosi giacché la riflessione e il pensiero possono turbare la “felicità” dell’uomo, sono banditi: gli agenti di uno speciale corpo di polizia, i militi del fuoco, sono incaricati di scovarli e bruciarli. Ricco di immagini suggestive, basti pensare agli uomini-libro che cercano di salvare nelle proprie menti le grandi opere della letteratura e della filosofia umana, che sono ormai entrate di diritto nella storia della fantascienza, l’opera costituisce una lettura imprescindibile per ogni appassionato.

Trama (attenzione spoiler!):
Montag è un milite del fuoco ma il suo dovere non è spegnere ma appiccare gli incendi nelle case che conservano ancora quel pericoloso residuo dell’antichità: i libri. La carta stampata non è più permessa in un mondo dove la frenetica velocità dei mezzi di trasporto, l’ossessionante pubblicità e giganteschi televisori che coprono ogni parete della casa alienano ogni persona.
La fine drammatica di una vecchietta che vuole morire bruciata nella sua casa insieme ai suoi libri impressiona Montag che comincia a rendersi conto dell’assurdità della vita condotta da lui e da tutti coloro che lo circondano. Montag si convince che le risposte ai suoi dubbi devono essere contenute nei libri e si rivolge ad un vecchio professore di letteratura, Faber, che lo introduce in una organizzazione segreta costituita da ex professori, tipografi, scrittori e tutti coloro che sono stati rovinati dalla messa al bando dei libri. Faber dà a Montag anche un auricolare per tenersi sempre in contatto.
Il suo doppio gioco è però ben presto scoperto dalle autorità ed è lui stesso inviato a bruciare la propria casa, dove aveva nascosto alcuni volumi. Quando Beatty, il capo dei militi, scopre l’auricolare di Faber, Montag lo uccide. Dopo una spettacolare fuga, si unisce ad un gruppo di dissidenti, ciascuno dei quali conserva nella propria memoria un libro in attesa che l’uomo ritorni a cercare il sapere in essi conservato, mentre il paese viene distrutto da un conflitto nucleare.

Citazione:

[Beatty parla a Montag…]

[1] Devi ricordarti che la nostra civiltà è così vasta che non possiamo permettere alle nostre minoranze di essere in uno stato di turbamento e l'agitazione. Domandatelo anche tu: che cosa ci preme, in questo paese, avanti e soprattutto? Gli esseri umani in una felicità, non è vero? non è quello che sentiamo dire da quando sono al mondo? voglio un po' di felicità, dice la gente. Ebbene, non l'hanno forse? Non li teniamo in continuo movimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? Per il piacere e il più svariati titillamenti. E tu non potrai negare che la nostra forma di civiltà non ne abbia in abbondanza, titillamenti...”

[2] ”La ragazzina? era una bomba a orologeria. La famiglia costruiva sul suo subcosciente, ne sono certo, a giudicare dalla sua schedina scolastica. Non voleva sapere, per esempio, comeuna cosa fosse fatta, ma perché si facesse. Cosa che può essere imbarazzante. Ci si domanda il perché di tante cose, ma guai a continuare: si rischia di condannarsi all'infelicità permanente. Per quella povera figliola è stato molto meglio essere morta.”
“Si, meglio per lei essere morta.”
“Per fortuna, eccentrici come lei se ne incontrano pochi. Sappiamo come correggerli fin da quando sono ancora piccini. Non puoi costruire una casa senza chiodi e legname. Se vuoi che la casa non si costruisca, fa sparire chiodi legname. Se non vuoi un uomo infelice per molti politici, non presentargli mai i due aspetti di un problema, o lo tormenterai; dagline uno solo; meglio ancora, non proporgliene nessuno. Fa' che dimentichi che esiste una cosa come la guerra. Se il governo è inefficiente, appesantito dalla burocrazia e in preda a delirio fiscale, meglio tutto questo che il fatto che il popolo abbia lamentarsi. Pace, Montag. Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, il nome delle capitali dei vari Stati dell'Unione, la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l'anno passato. Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri d'essere "veramente ben informati". Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possono pescare con questi ami fatti ch'è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza. Chiunque possa far scomparire una parete TV e farla riapparire a volontà, e la maggioranza di cittadini oggi può farlo, sarà sempre più felice di chiunque cerchi di regolo-calcolare, misurare e chiudere in equazioni l'Universo, il quale del resto non può esserlo se non dando all'uomo la sensazione della sua piccolezza e della sua bestialità e un'immensa malinconia. Lo so, perché ho tentato anch'io; ma al diavolo cosa del genere. Per cui, attaccati ai tuoi circoli sportivi e alle tue gite, ai tuoi acrobati e ai tuoi maghi, ai tuoi rompicolli, autoreattori, motoelicotteri, donne ed eroina, di ogni altra cosa che ha a che fare coi riflessi condizionati. Se la commedia non vale niente, se il film non sa di nulla, se la musica è sorda, punzecchiami col pianoforte elettronico, fragorosamente. Io crederò di rispondere alla musica, quando invece si tratta soltanto di una reazione tattile alla vibrazione. Ma che m'importa. Tanto, a me piacciono i divertimenti solidi e compatti.”