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L'ENIGMA DI STAR'S REST

Idea: 2/5 Trama: 2/5 Stile: 2/5

Titolo Originale: THE ARTIFACT
Autore: Michael W. Gear
Anno: 1990
Genere: Space Opera
Edizione: Editrice Nord - Cosmo Argento n.284

 

 

Commento:
Il romanzo è ambientato in uno scenario futuro abbastanza "classico": l'umanità si è espansa oltre il Sistema Solare e ha colonizzato diversi pianeti, che sono in continua lotta tra loro pur nella parvenza di una Confederazione unitaria. In questo precario equilibrio di poteri, un ruolo fondamentale è giocato dalla Confraternita, un'entità che ricorda in parte la Fondazione di Asimoviana memoria: dedita solo alla conoscenza e al mantenimento della pace, con dettami e terminologie che richiamano la Massoniera (basti pensare che un Gran Maestro ne è a capo...).
L'equilibrio rischia di venire totalmente compromesso dal ritrovamento di un artefatto alieno dagli straordinari e terribili poteri, in grado di fornire a chi se ne impossessa un potere praticamente divino. Esso è in realtà una macchina senziente creata eoni fa da una razza aliena che ne ha incatenato i poteri tramite un congegno, la Molla, che la obbliga ad ubbidire ai voleri del padrone che se ne impossessa. Resa pazza dalla rabbia, l'unico suo scopo è quello di alimentare la sete di violenza e potere di ogni padrone che incontra, portando inevitabilmente all'estinzione la specie cui appartiene.
Anche l'uomo rischia di fare la medesima fine; ed è proprio per questo che gli scopritori del congegno, Archon, lo speaker di Star's Rest, il pianeta dov'è avvenuto il ritrovamento, e sua figlia Constance, si rivolgono alla Confraternita. Ha così inizio un viaggio nello spazio a bordo di una nave dagli straordinari poteri, la Boaz, in cui gli intrighi politici orditi dagli ambasciatori, e non solo, di ogni pianeta dell'uomo si susseguono senza sosta per la conquista del potere supremo.
L'idea di base del romanzo non è male ed è anche piuttosto originale. E' un peccato che alla storia dell'artefatto e della sua intelligenza perversa vengano dedicate nel complesso poche pagine, soprattutto considerando la mole notevole dell'opera. L'intreccio è quindi in realtà quasi totalmente ambientato a bordo dell'astronave della Confraternita, la Boaz, dove la trama prevede una sequenza infinita di discorsi, omicidi e complotti intessuti dagli ambasciatori saliti a bordo, a braccetto con inseguimenti e battaglie spaziali.
Manco a dirlo, il tutto è condito da un capitano senza macchia come un cavaliere medievale, Carrasco, che ovviamente va a intessere una stucchevole storia d'amore con la bellissima protagonista femminile della storia. Una trama, nel complesso, piuttosto piatta, ripetitiva e noiosa, con protagonisti stereotipati; qualche sorriso viene strappato al lettore solo dall'emissario di Gulagi, il pianeta popolato dai discendenti dei sovversivi sovietici, l'unico personaggio che avremmo salvato in un immaginario naufragio spaziale...
Concludendo, ci sentiamo di consigliare il romanzo solo agli appassionati di Space Opera, a chi cerca storie ambientate a bordo di astronavi (possibilmente intelligenti).