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GLI DEI INVISIBILI DI MARTE

Idea: 2/5 Trama: 1/5 Stile: 2/5

Titolo Originale: THE MARTIAN INCA
Autore: IAN WATSON
Anno: 1977
Genere: Xeno SF
Edizione: Mondadori – Urania n.1581

 

Commento:
Gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica stanno portando avanti due progetti separati di terraforming. I primi su Marte, progettando un'ondata di cambiamenti climatici, i secondi su Venere, con l'impiego di particolari alghe. Su Marte c'è però vita, una forma di vita molto particolare in grado di interfacciarsi con gli esseri umani modificandone la percezione del mondo. Quando una nave sovietica, con a bordo campioni di terreno marziano, si schianta in Bolivia, il "morbo" marziano entra in scena sul nostro pianeta, con esiti imprevedibili.
Complessivamente mediocre, il romanzo soffre soprattutto dal punto di vista dell'intreccio. La trama, poco verosimile, è infarcita di richiami pseudomistici, paragrafi quasi allucinatori in cui si fa riferimento a misteriosi schemi, forze nascoste della natura e dell'universo. Fuori luogo appare inoltre tutta la parte "politica", tratteggiata in maniera superficiale, se non ai limiti dell'assurdo (il ritorno degli Inca...!?). Unico punto a favore dell'opera, l'idea alla base della forma di vita marziana e il suo possibile interfacciarsi con la coscienza umana...

Trama (attenzione spoiler!):
Una sonda spaziale russa che ha prelevato campioni di suolo marziano precipita sulle Ande, in Bolivia, durante il suo viaggio di ritorno sulla Terra. Gli abitanti del villaggio situato vicino al punto dell'impatto vengono infettati da un morbo misterioso che li fa entrare in uno stato simile al coma. Soltanto due pazienti, Julio Capac e Angelina Sonco, gli unici che non hanno subito le fallimentari cure dei medici inviati sul luogo, riescono a sopravvivere. Al loro risveglio proclamano di aver raggiunto una soglia di coscienza superiore e Julio prende in sposa Angelina, proclamandosi il nuovo Inca, intenziato a rovesciare il governo filomarxista boliviano.
Nel frattempo un’astronave americana sta viaggiando verso Marte col piano di dare inizio al progetto di terraforming. Arrivati sul pianeta rosso, uno di loro, Silverman, rimane anch'esso infettato dal morbo. Simulando, in una specie di serra, le condizioni climatiche che dovrebbero crearsi su Marte, Silverman, scopre inoltre il risveglio di una particolare forma di vita, il grex, piccoli esseri simili a vermi che progrediscono verso la complessità aggregandosi di volta in volta in stadi, grumi sempre più evoluti. Silverberg ritiene che il processo possa terminare una volta raggiunta l'autocoscienza e che questa forma di auto-organizzazione sia alla base dell'ampliamento di coscienza verificatosi negli Inca e in sè stesso.
Sulla Terra, la rivolta Inca fallisce e Julio Capac finisce per essere giustiziato in un crudele rituale che sembra far ironia delle sue pretese di divinità e trascendenza. Silverman infetta deliberatamente un suo compagno di missione, Oates, col terreno marziano per finire vittima infine dalla grande tempesta generata dall'innesco del processo di terraformazione, che parte con lo scioglimento dei ghiacci polari marziani.