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Titolo Autore Genere Anno Voto
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CUORE DI CANE

Idea: 2/5 Trama: 1/5 Stile: 3/5

Titolo Originale:
Autore: Michail Bulgakov
Anno: 1928
Genere: FS Umoristica / Satirica
Edizione: Rizzoli – BUR Biblioteca Universale

 

Commento:
Il romanzo è ambientato nell'URSS degli anni venti del secolo passato. Il protagonista è un cane randagio che, utilizzato come cavia da un famoso medico, si ritrova trasformato in essere umano. La prima parte del romanzo, narrata in prima persona dal punto di vista di Pallino, il randagio, è la più riuscita: da una prospettiva insolita viene ritratta, con ironia e divertimento, la società sovietica dell'"uguaglianza". La satira continua nella seconda parte del romanzo, in cui viene presa di mira in particolare l'eccesso burocratico e la pignoleria di certi funzionari di partito, che, però, nella forma di diario tenuto da uno dei medici che hanno in cura Pallino, perde di freschezza e di smalto. Un altro elemento di riflessione portato avanti nel romanzo riguarda i limiti che deve avere la sperimentazione scientifica, alla quale l'autore raccomanda di seguire "una via parellela e conforme alla natura".

Trama (attenzione spoiler!):
il protagonista è un cane randagio che cerca di sopravvivere nel centro di Mosca, subendo le molestie degli spazzini o dei cuochi. Come altri animali, anch'egli è in grado di leggere ed è pienamente cosciente, cosa che gli permette di formulare giudizi franchi sugli umani che lo circondano.
La sua vita sembra cambiare radicalmente in positivo quando viene adottato da un ricco professore, Filipp Filippovic, che lo porta in casa sua, nutrendolo e curandolo per giorni, nonostante le proteste della cameriera Zina. Al cane viene dato il nome di Pallino. In realtà, però, il destino di Pallino è quello di servire da cavia: al cane vengono infatti trapiantati da Filippovic e dal suo assistente Bormental i testicoli e l'ipofisi di un uomo appena morto nel corso di un esperimento per la ricerca del ringiovanimento umano.
Così Pallino, sopravvivendo all'intervento, inizia la sua trasformazione in essere umano, perdendo pelo e artigli, iniziando a camminare su due zampe e a parlare mentre la sua mente rielabora tutte le informazioni apprese dal suo cervello canino mischiandole con l'eredità dell'ipofisi umana.
Pallino, spinto dal funzionario di partito responsabile del palazzo che non sopporta il ricco Filippovic, si registra all'anagrafe col nome di Poligraf Poligrafovic Pallinov, inizia a leggere Marx ed Hengels, trova perfino un lavoro.
Il suo comportamento in casa di Filippovic è però tutt'altro che educato, ereditando i modi poco educati dell'uomo da cui ha ricevuto l'ipofisi. Una sera, tornato a casa ubriaco tenta perfino di violentare Zina e la cuoca; Pallino arriva perfino a denunciare Filippovic al Partito: è la goccia che fa traboccare il vaso. Il professore e il suo assistente privano il cane dell'ipofisi umana che così torna ad essere un normale animale domestico.