Titolo Autore Genere Anno Voto
Cerca per:

 

COSMOCOPIA

Idea: 2/5 Trama: 3/5 Stile: 3/5

 

Titolo Originale: COSMOCOPIA
Autore: Paul Di Filippo
Anno: 2008
Genere: Viaggi nel Tempo / Realtà Parallele
Edizione: Mondadori – Urania n.1653

 

 

Commento:
Il romanzo ha per protagonista Frank Lazorg, un artista famoso che ha condotto una vita mondana e di successo ma che dopo un ictus non è stato più in grado di tornare quello di prima. La sua vita cambia radicalmente quando riceve un pacchetto da una sua vecchia conoscenza, una specie di stregone di un paese tropicale. Il pacchetto contiene una particolare polvere che lo stregone descrive come un originale pigmento che Lazorg può utilizzare nei suoi quadri. Il pittore però ne fa tutt'altro uso, iniziando a ingerirla, scoprendo che la polvere sembra essere in grado di restituirgli la vitalità di un tempo. L'uomo, rinvigorito, tenta anche di riallacciare i rapporti con la sua precedente modella e amante, la quale però, pur accettando il suo invito a ripassare da casa sua, sembra farsi beffe di lui; quando gli sputa in faccia di stare posando per un suo acerrimo rivale, Lazorg non ci vede più dalla rabbia e la colpisce a morte.
Dopo questa scena, l'azione si sposta dalla Terra ad una dimensione parallela, un universo alternativo, che apprendiamo in seguito essere solo una delle infinite brame della Cosmocopia, in cui, in maniera piuttosto misteriosa, Lazorg precipita. Questa realtà parallela è popolata da creature variopinte e fantastiche ma la civiltà è sostanzialmente umana, seppur gli umani del luogo presentino alcune differenze biologiche rispetto ai "terrestri". Lazorg vive all'inizio come un mostro, ai margini di una città, trovando aiuto e conforto in una derelitta, una cercatrice d'ossa, Grucciasentina, con la quale quale finirà per stringere un legame amoroso dalle conseguenze impreviste e imprevedibili...
L'impianto narrativl del romanzo si basa su un tema classico come quello delle realtà parallele. L'autore lo elabora però in maniera sicuramente peculiare, abbastanza lontana dai connotati tipici di questo tipo di fantascienza: le immagini, le situazioni sono spesso al limite del paradossale e tutta l'opera è pervasa da un'aurea di allucinazione, di sogno a occhi aperti. L'autore non fornisce una chiara visione di insieme della realtà parallela cui approda Lazorg ma si limita a descrivere ciò che è utile allo sviluppo dell'intreccio; nel complesso ne emerge una sorta di caricatura grottesca dell'umanità, non priva di qualche incoerenza: gli umani del luogo teoricamente infatti non hanno sesso ma Grucciasentina diviene la compagna, la moglie del pittore...
Come già accennato, l'universo narrativo dell'opera presenta sicuramente dei punti deboli, lasciando aperte diverse questione irrisolte e molti dubbi al lettore, specialmente nella parte conclusiva. Ciò detto, il ritmo narrativo è elevato e scorrevole e l'autore riesce con successo a immergere il lettore in una grottesca, ma affascinante e intrigante, terra alternativa. Un finale ancora più imprevedibile, onirico se non quasi folle, ne è la giusta conclusione.