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COMUNIONE SEGRETA

Idea: 4/5 Trama: 3/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: THE SECRET SHARER
Autore: Robert Silverberg
Anno: 1987
Genere: Space Opera
Edizione: Antologia Millemondi Estate 1988

 

Commento:
La novella è ambientata interamente a bordo di una nave spaziale, la Spada di Orione. L'astronave trasporta un carico standard coi quali il Servizio collega i diversi mondi colonizzati dall'uomo. Non vengono trasportati solo differenti tipi di merce ma anche uomini e donne: alcuni, chi se lo può permettere, mantenuti in una specie di stato di animazione sospesa all'interno di apposite bare criogeniche; altri, invece, ridotti a matrici, anime che hanno abbandonato il proprio corpo fisico per essere registrate e trasportate sotto forma di pura radiazione elettromagnetica in appositi circuiti di immagazzinamento.
Il capitano della nave, Adam, è il più giovane membro dell'equipaggio, al primo volo: il Servizio infatti testa subito chi può essere adatto affidandogli la responsabilità nominale più elevata. In realtà i compiti del capitano sono per lo più formali, quasi fossero una sorta di rito. Ma, a dire il vero, la stessa cosa vale anche per i suoi subordinati giacchè le intelligenze artificiali della nave possono portare a termine ogni compito richiesto. Tuttavia il Servizio non vuole delegare ai computer le decisioni vere e proprie e mantiene, quindi, intatta tutta la catena di comando umana.
Il viaggio prosegue senza nessun evento particolare finchè una matrice abbandona i circuiti per trovare rifugio nel posto più impensato e impensabile... Una bella novella, ricca di idee interessanti e originali (basti pensare ai differenti strati della nave, ciascuno dotato di un suo livello di "esistenza"), una caratterizzazione dei personaggi non stereotipata e una certa dose di "lirismo" ben trasposto sul piano stilistico. Unica pecca, forse, un finale un po' semplicistico e affrettato.

Citazione:
[...] Certamente le appendici sono tangibili, solide; differiscono dalla nave vera e propria nella rotazione della polarità dimensionale. Sono invisibili tranne quando attivate, e non ci fanno sprecare carburante, ma non c'è nessuna incertezza della loro esistenza, ed è questa la ragione per cui affidiamo ad essi merci di valore, e qualche volta anche passeggeri.
Le estensioni sono un gradino più in là nella scala del reale. Sono ruotate non solo nella polarità dimensionale, ma anche nella contiguità temporale: ossia le portiamo con noi sotto dislocazione tempolare, di solito dieci o vent'anni virtuali nel passato o nel futuro. I rischi sono molto minori, e i vantaggi economici notevoli. Tuttavia, stiamo molto più attenti al carico che ci teniamo dentro.
Quanto alle potenzialità...
Il loro stesso nome indica la loro incertezza. Sono entità puramente probabilistiche, che esistono per la maggior parte del tempo nel vuoto stocastico che circonda la nave. In parole più semplici, che ci siano o no, in un determinato momento, è una scommessa. Sappiamo come accedere ad esse nel momento di maggiore probabilità, e le nostre tecniche sono piuttosto affidabili, ed è per questa ragione che le possiamo usare come stive ausiliarie quando abbiamo un carico superiore al normale. Ma in linea di massima preferiamo non metterci niente di veramente importante, dal momento che il tempo di accesso a una potenzialità può fluttare in maniera estremamente ampia, da qualche microsecondo a qualche meganno, e per questa ragione accedervi può essere una faccenda incerta.