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C'ERA UNA VOLTA L'AMERICA

Idea: 4/5 Trama: 3/5 Stile: 3/5

Titolo Originale: THROUGH DARKEST AMERICA
Autore: Neal Barret Jr.
Anno: 1986
Genere: FS Apocalittica / Post Apocalittica
Edizione: Mondadori – Urania n. 1063

 

 

Commento:
Le storie di Neal Barrett Jr. sono generalmente contraddistinte da due caratteristiche particolari. Sono ambientate in situazioni poco convenzionali e, delle volte, popolate da personaggi, figure che potrebbero apparire strane o comunque fuori contesto. Inoltre, un aspetto centrale della vicenda è sempre costituito da una vera e approfondita analisi della psiche del personaggio principale che, nel tempo, acquisisce una maggiore consapevolezza rispetto alla fase iniziale della storia.
Leggendo l’opera in questione, non solo riscontriamo entrambe queste due caratteristiche, ma soprattutto riconosciamo come il secondo aspetto, quello relativo la crescita del personaggio protagonista, in questo caso il giovane Howie Ryder, sia in questo caso il vero tema centrale del romanzo. Sono infatti proprio la sua crescita e le sue vicende a costituire il vero motore della storia, sullo sfondo di un'America post-apocalittica che, dopo la terza guerra mondiale, si è ridotta ad un mondo primitivo popolato da pionieri e regolato dalle leggi della sopravvivenza.
In questa specie di far west, per diventare “uomo”, in tutte le accezioni possibili, Howie dovrà, come da tradizione, uccidere i suoi tre “padri”: il suo padre biologico, il mandriano Milo Ryder, Pardo, il trafficante di armi e infine l’infame colonnello Jacob. E dovrà piangere miseramente la fine e la perdita di Kari, la bellissima, misteriosa, fredda femme fatale di cui è tremendamente innamorato. Tutte vicende che, alla fine, lo porteranno a comprendere come non ci siano poi troppe differenze tra lui, tra gli uomini e quelli che vengono considerati “bestie”.

Trama (attenzione spoiler!):
Dopo la terza guerra mondiale, gli USA sono regrediti a una specie di far west. L’attività tipica è quella dei mandriani, che allevano l’unica specie animale sopravvissuta alla grande guerra, un animale che, nella pratica, appare praticamente identico a l’uomo, ma che uomo non è, poiché invece “bestia”. E’ questo ciò che Milo Ryder, di professione mandriano, insegna a suo figlio Howie, prima di essere massacrato con sua moglie dall’esercito e dai soldati guidati dal colonnello Jacob.
Howie si vendicherà immediatamente di quanto fatto ai suoi genitori, segnando e mutilando il colonnello. Da questo momento, tuttavia, comincerà la sua lunga fuga attraverso questo nuovo grande continente fatto di deserti e di piccole cittadine; di puttane, bandit, spietati fuorilegge e trafficanti di armi. Tra questi, Pardo lo prenderà sotto la sua ala protettiva, gli insegnerà a sparare, farà di lui un vero e proprio pistolero, prima di finire anch’egli ucciso.
E’ a questo punto che Howie reincontra il colonnello, dalle grinfie del quale riuscirà a sfuggire, dopo essere stato sottoposto alla terribile tortura dello scorticamento di un piede, solo grazie all’aiuto della bella e misteriosa Kari, di cui, non corrisposto, è tremendamente innamorato. I due scamperanno al colonnello e all’esercito tramite mille peripezie e stratagemmi; tra questi, pure quello di mescolarsi, di travestirsi da “bestie”.
Alla fine, tuttavia, i due avranno una discussione che porterà a una separazione e constringerà Howie a vagare al seguito di un grosso uomo nero in direzione del Messico. Un lungo viaggio, l’ultimo, al termine del quale scoprirà che anche le bestie sanno parlare. Che hanno sempre saputo parlare. Prima di perdersi in un pianto liberatorio.

 

Scheda realizzata da: sotomayor