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UN ANNO NELLA CITTA' LINEARE

Idea: 5/5 Trama: 3/5 Stile: 4/5

Titolo Originale: A YEAR IN THE LINEAR CITY
Autore: Paul Di Filippo
Anno: 2002
Genere: FS Sociologica
Edizione: Antologia Le Città del Domani

 

 

Commento:
Novella che ha nell'originalità, assoluta, il suo punto forte. Di Filippo riesce nell'impresa di creare un mondo che nessuno aveva mai neanche lontanamente immaginato. Una sola città, una sola infinita strada, su cui si affacciano due file di palazzi, ogni isolato separato dai vicini da un sottile vicolo. E ai lati di questi palazzi da una parte il fiume, dall'altra i binari delle ferrovia, i cui treni trasportano da una parte all'altra della città tutte le merci necessarie. Oltre i binari un paesaggio desertisco e sconfortante... il Lato Sbagliato dei Binari, oltre il fiume... l'Altra Sponda mentre nel cielo volteggiano gli inviati infernali, i mostruosi Ornitauri, e le angeliche sirene marine, le Ittiodomine, che aspettano la morte degli uomini per portare le loro anime, cariche di peccati o di virtù, nel luogo che si sono meritati in vita...
L'autore descrive poco a poco questo paesaggio fantastico e innovativo calando il lettore nella sua atmosfera, facendolo abituare gradualmente al modo di pensare e ragionare dei suoi abitanti. La trama è abbastanza semplice e lineare, se vogliamo forse inadeguata rispetto ai grandi margini di manovra dati dagli scenari inesplorati che l'ambientazione permetteva, e alla fine lascia tanti dubbi al lettore: cosa c'è oltre la città? chi l'ha costruita? esistono davvero inferno e paradiso?
Ad ogni modo una lettura davvero piacevole, una vera e innovativa "fantascienza di idee" com'è raro ormai trovare dopo che ogni idea è stata sfruttata nel minimo dettaglio possibile.

Trama (attenzione spoiler!):
Il protagonista della novella è Diego Patchen, abitante di Gritsavage, uno dei tanti quartieri dell'infinità Città, i cui palazzi danno sulla strada senza fine di Broadway. Ai lati dei palazzi, da una parte il fiume oltre il quale c'è l'equivalente del Paradiso mentre dall'altra i binari della ferrovia oltre il quale un paesaggio desertico preannuncia il reame infernale. Ogni isolato della città è di forma quadrata ed è separato dai vicini da uno stretto vicolo: i collegamenti sono assicurati da una metropolitana sotterranea mentre i treni della ferrovia trasportano da un quartiere all'altro cibo e tutte le merci necessarie.
Diego è uno scrittore del genere Cosmogonico, l'equivalente della fantascienza in questo mondo fantastico. Suo padre è un malato in via terminale che trascorre le sue giornate sdraiato sulla poltrona affacciato alla finestra, distrutto dal senso di colpa per non essere riuscito a salvare sua moglie molti anni fa durante un incidente sul fiume e che non aspetta altro che l'arrivo degli Ornitauri, pensando orgogliosamente a quanti esseri infernali saranno necessari per sollevare il peso di tutte le sue colpe.
Per aiutare il suo amico Zohar, in gravi difficoltà finanziarie, Diego si reca con lui nelle profondità della Città, attraverso la metropolitana, verso un luogo in cui la carne del Cittanimale è scoperta e dove si possono recuperare scaglie della sua pelle, molto ambite come feticci porta fortuna.
Successivamente, grazie all'amicizia della sua fidanzata, ufficiale del corpo dei pompieri, con il sindaco di Gritsavage, Zohar partecipa ad una visita ufficiale verso un altro quartiere dell'immensa città, dove lui, la sua donna e pochi altri invitati scelti arrivano dopo un lungo viaggio via fiume. Qui Zohar si rende conto, già a partire dalle differenze linguistiche, delle incredibili diversità che separano i vari quartieri. Durante la visita ad un postribolo uno degli inviati di Gritsavage viene scoperto ad indossare una scaglia come portafortuna. Egli viene immediatamente additato come scagliaro e Zohar e i suoi capiscono che in questo quartiere indossare scaglie del Cittanimale è un atto considerato sacrilego. La missione fallisce soltanto dopo diversi giorni di prigionia Zohar e i suoi rientrano con difficoltà e in povertà a casa.
La prima notte dopo il ritorno, Diego, in dormiveglia, viene contattato via radio dal suo amico Zohar che gli annuncia di essersi recato in spedizione verso la parte alta della città a milioni di blocchi da Gritsavage (i due avevano già parlato della possibilità di una comunicazione via cavo da un capo all'altro della città come un possibile spunto per i racconti di Diego e Zohar aveva riportato delle voci secondo cui un tale mezzo fosse già in possesso dei potenti). Il mattino dopo, prima che possa riuscire a salutarlo per l'ultima volta, suo padre muore ma Diego, entrando nell'appartamento, sente il profumo di acqua salata delle Ittiodomine che hanno quindi condotto il padre in Paradiso.