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ABSOLUTION GAP

Idea: 4/5 Trama: 2/5 Stile: 3/5

Titolo Originale: ABSOLUTION GAP
Autore: Alastair Reynolds
Anno: 2003
Genere: Space Opera
Edizione: Mondadori – Urania Jumbo n.42

 

 

Commento:
Il romanzo è il terzo della serie dell'universo di Revelation Space. Puo' essere letto anche indipendentemente dai due episodi precedenti ma, ovviamente, per apprezzarlo nella sua interezza consigliamo la lettura dell'intero ciclo.
L'Universo della Rivelazione è un infinito cimitero di civiltà sepolte: l'umanità si espande nella Galassia continuando a trovare i resti di civiltà andate in rovina. I responsabili di questa moria sono gli Inibitori, fredde e meticolose macchine create milioni di anni fa con lo scopo di frenare la vita, distruggere ogni civiltà che valichi la frontiera del viaggio interstellare. Il loro operato non è guidato da una cieca cattiveria o da un odio per la vita; anzi sono sforzi che i loro ideatori hanno compiuto per preservare la vita stessa, per preparla al meglio per la grande catastrofe che deve arrivare...
Reynolds non lascia spazio al volo superluminale (almeno inizialmente...) nè a scorciatoie quali wormhole, superspazio etc... Il suo universo è quindi un mondo dai lunghi viaggi, dove le comunità umane vivono sparse e separate per la galassia. Non esiste un'autorità centrale, nè grandi regni o imperi. Dagli episodi precedenti sappiamo che esistono due fazioni in guerra tra loro, da una parte i Demarchisti, pesantemente danneggiati dalla Peste (un'infezione che ha colpito tutta la nanotecnologia), dall'altra i Conjoner, dei post-umani che fanno largo uso della tecnologia per modificare il proprio corpo creando una vera e propria rete neurale in cui i pensieri in comune formano una sorta di mente-alveare. In Absolution Gap, però, questo scontro passa in secondo piano perchè la battaglia con gli Inibitori è ormai in atto e le armi e la posta in gioco fanno sembrare i precedenti conflitti interni all'umanità giochi da bambini.
Come da classico schema, i diversi rivoli narrativi si fondono via via fino ad arrivare al gran finale in cui l'autore tira le fila dell'intero intreccio e ogni personaggio trova la sua collocazione e destino ultimi. Come già Rivelazione e Redemption Ark, Absolution Gap si inserisce nel solco di un ritorno ad una space opera più classica, senza l'inflazione di elementi cyber o post-human, basata su grandi interrogativi cosmici, sull'avventura nello spazio ignoto.
Caretteristica in comune con gli altri due episodi della serie è la lunghezza forse eccessiva dell'opera che incide negativamente sul ritmo narrativo; alcune parti secondarie dell'intreccio potevano essere tagliate. Piuttosto deludente è invece il finale, soprattutto se consideriamo come questo sia anche il capitolo conclusivo della saga. Affrettato, con una improvvisa svolta narrativa condensata in poche pagine, ma che soprattutto dà l'idea di un "deus ex machina" artificiosamente costruito solo allo scopo di chiudere l'episodio ma senza chiudere definitivamente i misteri e tutte le domande aperte nel corso della serie.
Nonostante questo, consigliamo comunque l'opera ovviamente a chi ha già letto i due episodi precedenti del ciclo che saprà essere apprezzato a tutti gli amanti delle grande space opera, ambienta su scenari cosmici nell'infinità del tempo e dello spazio dove ci si confronta con gli eterni interrogativi fondamentali sul destino della vita nell'universo.

Trama (attenzione spoiler!):
23 anni dopo il finale di Redemption Ark, su Ararat, il pianeta dove avevano trovato rifugio gli evacuati di Resurgam, atterra la capsula di Ana Khouri. Khouri riporta notizie della guerra che è in corso contro gli Inibitori, combattuta dalle navi Conjoner sia della fazione schierata con Remontoire che da quella schierata con Skade. La battaglia è possibile grazie alla tecnologie ottenute da Aura, la figlia di Khouri, modificata dalla misteriosa coscienza aliena di Ade. Skade ha però rapito Aura dal ventre materno. Attaccata dagli Inibitori, la sua nave è anch'essa caduta su Ararat e viene ritrovata da una spedizione guidata da Scorpio e Clavain. Skade accetta di consegnare Aura ma solo in cambio di sottoporre Clavain a una lenta e dolorosa morte. Scorpio, a malinquore, accetta le condizioni di Skade e getta il corpo di Clavain nel mare dove viene assorbito dai Giocolieri Mentali e può riunirsi con Galiana e Felka.
I dirigenti della colonia decidono di partire ma soltanto una piccola parte dei coloni riesce a imbarcarsi in tempo sulla Nostalgia dell'Infinito dove il Capitano Brannigan, la coscienza della nave, si era già da tempo risvegliato. La nave riesce a sopravvivere agli attacchi degli Inibitori grazie all'aiuto di Remontoire che dona alla Nostalgia dell'Infinito altra tecnologia ottenuta da Aura per difendersi. Aura raccomanda di raggiungere Hela ma Scorpio impone di passare prima per Yellowstone per tentare di salvare più esseri umani possibili prima dell'attacco degli Inibitori. Quando la Nostalgia dell'Infinito arriva nel sistema è però ormai troppo tardi, Scorpio riesce a salvare soltanto un piccolo gruppo la cui nave era già infettata dagli Inibitori. Per questo atto giudicato troppo rischioso viene però esautorato dal comando e portato in ibernazione fino all'arrivo su Hela.
Molti anni prima, Quaiche, un umano membro di un equipaggio Conjoner, l'Ascensione Gnostica, arriva su Hela alla ricerca di manufatti alieni per salvare la sua amata, Morwenna, dalla vendetta di Jasmina, la leader Conjoner, che l'ha rinchiusa in un sarcofago in stato di deprivazione sensoriale. Su Hela, Quaiche, mentre esplora un misterioso ponte artificiale, viene attaccato da un meccanismo di difesa artificiale e la sua navetta precipita al suolo, pesantemente danneggiata. Gravemente ferito e con una riserva d'aria velocemente in esaurimento, Quaiche, quando pensava di essere già destinato a morte certa, viene però soccorso dall'intelligenza artificiale della nave che è riuscita a ricevere il messaggio automatico di richiesta di aiuto della navetta in tempo grazie all'improvvisa sparizione di Haldora, il gigante gassoso cui Hela orbita attorno. La nave, però, per rispondere alla richiesta di soccorso accelera fino alla massima velocità possibile ignorando come a bordo ci sia Morwenna, che viene così uccisa all'interno del sarcofago.
Da questo evento miracoloso e drammatico allo stesso tempo, Quaiche, già affetto da un virus dottrinale che causa artificiali sentimenti fideistici, dà vita ad un nuovo culto incentrato attorno all'osservazione perpetua di Haldora per cogliere altre miracolose sparizioni. Viene creato su Hela un sentiero permanente percorso dalle Cattedrali con l'obiettivo di avere Haldora sempre allo zenit per permetterne l'osservazioni ai pellegrini. La fede dei fedeli viene mantenuta grazie a nuove versioni di virus dottrinali, cui lo stesso Quaiche si sottopone.
Quando la Nostalgia dell'Infinito arriva nel sistema di Hela, Aura è ormai cresciuta di qualche anno e viene infiltrata nella società di Hela, prendendo il posto di una ragazza morta di una famiglia delle regioni perifiche del satelitte, col nome di Rashmika. Rashmika cresce con una passione sconfinata per lo studio degli antichi abitanti alieni di Hela, i Lepismiani, che si suppone siano stati sterminati dagli Inibitori. Rashmika però non è convinta di questa tesi e pensa che all'origine della loro sparizione ci sia qualcos'altro. Desiderosa di entrare a far parte della squadra archeologica di qualche Cattedrale, Rashmika abbandona la sua comunità e finisce per essere reclutata da Grelier, il braccio destro di Quaiche, a bordo della Morwenna, la Cattedrale di Quaiche medesimo, grazie al suo dono particolare: la capacità di capire immediatamente se una persona sta mentendo.
Quaiche ha bisogno del talento di Rashmika perchè sta cercando una nave Conjoner per difendere il pianeta e riceve le loro delegazioni, ignorando però il vero potenziale delle navi. A bordo delle Morwenna, Rashmika viene contattata dalle ombre che abitano il sarcofago dove mori' l'amata di Quaiche. Le ombre in realtà sono dei delegati di una specie aliena che vive nell'universo di un'altra brana dello spazio-tempo. Il loro universo è stato consumato da una specie di macchinari sfuggiati al controllo e vorrebbero poter entrare nel nostro. Erano già entrati in contatto con i Lepismiani che, su loro istruzione, avevano costruito un macchinario in grado di operare il passaggio multidimensionale; Haldora è solo il camuffamento di questo macchinario, le sue sparizioni sono temporanei malfuzionamenti. I Lepismiani alla fine però non hanno accettato le ombre e sono stati quindi distrutti dagli Inibitori.
La Nostalgia dell'Infinito sigla l'accordo con Quaiche. Quaiche in realtà mira ad impossessarsi della nave per sfruttare i motori in modo da modificare il moto di Hela e renderla perfettamente sincrona ad Haldora. Le truppe di assalto di Quaiche vengono respinte dal Capitano Brannigan. Greiler intuisce però il legame di Rashmika, che intanto riacquista la memoria di Aura, con i Conjoner. Usando Aura come ricatto, Quaiche obbliga La Nostalgia dell'Infinito ad atterrare; prima di questo però il Capitano Brannigan attacca Haldora rivelando definitivamente il meccanismo delle ombre.
Quaiche e Grelier vengono uccisi mentre abbandonano la Morwenna, che sta per cadere nel vuoto dopo che il ponte è stato sabotato da Scorpio. Anche il capitano Brannigan perde gradualmente coscienza dopo che le truppe di Quaiche entrano nelle nave e ne distruggono la struttura, una volta atterrata su Hela. Aura suggerisce di salvare il sarcofago delle ombre ma Scorpio è di opinione opposta. Su Hela, infatti, egli trova manufatti simili a un reperto che gli aveva consegnato Remontoire che prova come un altro attore sconociuto, alieni molto più avanzati, possa aver distrutto i Lepismiani per essere entrati in contatto con le ombre.
Questa specie sconosciuta sono i Nidificatori che da tempo stanno osservando e aiutando gli esseri umani contro gli Inibitori. Grazie alla loro tecnologia, gli Inibitori vengono sconfitti e contenuti. Questo però lascia campo aperto a una nuova specie di parassiti, macchine terraformanti contro cui nè gli uomini nè i Nidificatori possono alcunchè. Gli esseri umani sono così costretti a emigrare verso le Pleiadi.